Sono usciti in Dvd e Blu-Ray due lavori apparentemente lontani anni luce. L’opera prima di un regista guatemalteco ambientata tra i discendenti Maya ancora oggi isolati nelle piantagioni di caffè e il blockbuster Pixar sulle emozioni animate di una bambina vicina alla pubertà

“Volevo che il racconto si costruisse lentamente, partendo dal nucleo di una famiglia Maya, scoprendo i loro gesti quotidiani, la loro lingua, la loro tradizione, i loro riti, svelando la loro profonda comunione con il vulcano locale, Ixcanul, che assume il ruolo di ulteriore protagonista nella storia. Esseri umani e natura che vivono in perfetta simbiosi”. È il pensiero di Jayro Bustamante, regista e sceneggiatore di Vulcano – Ixcanul, premiato con l’Orso d’Argento alla 65ª Berlinale. Maria lavora coi genitori in una piantagione di caffè sulle pendici di un vulcano. Una promessa di matrimonio, la voglia di fuggire negli States, la scoperta dell’amore e l’isolamento della sua comunità Maya Kaqchikel sono puntelli narrativi e antropologici dai quali l’autore alla sua opera prima tesse il racconto. I suoi corti sono già stati premiati in mezzo mondo e visti in tv. Ma solo all’estero purtroppo.

Un approccio quasi pasoliniano alla composizione di cast e script lo ha portato a pescare i suoi attori tra la gente comune incontrata lungo un percorso sociale sugli altipiani del Guatemala sui quali è cresciuto a sua volta. Atmosfere solari e rarefatte insieme un ritmo narrativo che segue quelli contadini di stagioni, semine, raccolte e allevamento si elevano rispetto all’insolita cartolina cinematografica gettando uno sguardo caldo e coerente su un’esclusione sociale pressoché sconosciuta al nostro occidente: quella dei Maya e dei Mestizo (meticci).

Diventa a tratti ipnotico Ixcanul anche grazie alle sue musiche che qui da noi si targano subito con “etniche”, ma che lì sono semplicemente musica, ritmo del vivere. Dopo l’uscita cinematografica un po’ timida (o intimidita?) da un sistema di scomode convivenze con le Major arriva anche in Dvd. Titolo già di alta qualità, sarebbe stato il cofanetto perfetto se negli extra al posto di un solitario trailer ci fossero stati backstage di set, interviste, location scouting o approfondimenti sui Maya contemporanei.

Se Bustamante racconta due culture che si scontrano sulla pelle di una ragazza ambientando il tutto su una terra feconda e vulcanica, Pete Docter – candidato di fresco all’Oscar per il miglior film d’animazione – di vulcanico in Inside Out mette invece l’esuberanza dei suoi personaggi/emozioni. In primis Rabbia, che sprizza lapilli dalla testa quando s’incavola, sintetizzando il rimando al corto che precede il film, Lava di James Ford Murphy, in lizza invece per la statuetta al miglior cortometraggio d’animazione. Proposto per primo tra i contenuti extra in questo capitolo del Blu-Ray disponibile anche in 3D, il corto sull’amore tra due vulcani ha le carte buone, come il film, per bissare la doppietta che li ha preceduti lo scorso anno: gli Oscar a Big Hero 6 e Winston.

INSIDE OUT

Il commento audio è ormai un classico sempre gradito per i formati homevideo, e il regista, insieme al co-regista Ronnie del Carmen e il direttore della fotografia Patrick Lin lo utilizzano per approfondire i molteplici aspetti di fotografia, storia e trama invisibile. In più, la chicca inedita è il nuovo cortometraggio Il primo appuntamento di Riley. Inside Out, storia geniale piena di emozioni e divertente come una commedia, ma istruttiva quanto un excursus nella psicologia di una preadolescente, ha portato al pubblico un nuovo micro-universo di pupazzetti colorati che nei contenuti speciali è raccontato in prima persona anche da attori doppiatori e dal cast tecnico. Soprattutto quello femminile.

Nel capitolo Le donne di Inside Out testimonianze professionali e personali di story manager, animatrici, production ed editorial manager come quelle delle voci femminili delle emozioni appaiono in un mini-doc breve, intenso e molto esauriente. “Nell’ufficio accanto c’erano John Lasseter e Eben Ostby”. Fa ad un certo punto con aria serafica da decana e l’accento teutonico la sets manager Deirdre Warin, in Pixar dal 1985. “Credo mi abbiano assunto perché li divertivo. Continuavo a farli ridere senza volerlo. Ma poi sono migliorata perché a loro non importava se sbagliavo: m’impegnavo. Il punto era impegnarsi. Tutto qua”.

@FranceDiBrigida