“Voglio sapere se Stefano D’Orazio è mio padre”. A sostenerlo, come scrive QN-Il Giorno, è Francesca Michelon, determinata ad avere una certezza sull’eventuale paternità del batterista dei Pooh. A darle la notizia nel 2006 era stata la madre, Oriana Bolletta, sposata con Diego Michelon, un tecnico del suono che collaborava con la band italiana. I due nell’83 si separano per quasi un anno, e proprio in questo arco di tempo – secondo la versione di Oriana – la madre di Francesca rimane incinta e per lei il padre è senza alcun dubbio D’Orazio.

Rivelato lo stato di gravidanza, il batterista dei Pooh decide di terminare la relazione e Oriana torna dal marito. Dopo nove mesi nasce una bambina: è Francesca. I rapporti in famiglia Michelon non sono molto stabili e Francesca, ormai maggiorenne, si trasferisce a Roma per intraprendere la professione di grafica pubblicitaria. Nel 2006 Diego e Oriana decidono di separarsi definitivamente e quest’ultima decide di raccontare alla figlia che il batterista dei Pooh è suo padre. La notizia, scrive QN, sconvolge Francesca. Successivamente la stessa Francesca si rivolge al Tribunale di Venezia che, con una sentenza del 2013, sancisce il disconoscimento di paternità grazie al test del Dna: Diego Michelon non risulta il suo papà naturale.  A questo punto Francesca vuole ad ogni costo conoscere D’Orazio e lo incontra. I primi contatti tra i due, spiega il quotidiano, non sono dei migliori: il batterista dei Pooh le fa capire chiaramente di non essere suo padre, e ammette di avere avuto solo fugaci incontri con Oriana nel 1983 e ’84.

Così Francesca nel 2014 presenta al Tribunale di Marsala – competente perché il musicista è residente a Pantelleria – un’azione di riconoscimento di paternità,  che prevede il test del Dna. Ma D’Orazio non si è mai presentato, nemmeno all’ultimo incontro fissato nei primi giorni di gennaio. I legali del batterista, che tra l’altro parteciperà al Festival di Sanremo con i Pooh, hanno chiesto che venga annullata la sentenza di disconoscimento decisa a Venezia (perché a loro dire realizzata oltre i termini di legge) senza la quale non è possibile intraprendere quella di riconoscimento. Gli avvocati di Francesca, invece, hanno depositato una istanza di lite temeraria e richiesto al musicista il mantenimento retroattivo dal momento della nascita, oltre che i danni esistenziali, per una cifra pari a due milioni e mezzo di euro. “Si comporta così solo per soldi”, hanno replicato i legali di D’Orazio.