Io l’avevo scritto sul Gazzettino il 29 agosto 2014: “Noi occidentali dovremmo riconoscere la realtà del Califfato di Al Baghdadi e trattare con lui”. Allora ero stato preso per pazzo o per un filo-jihadista. Mi fa piacere che l’Independent ora segua questa idea. Quello che noi chiamiamo abitualmente il “sedicente Califfato” è in realtà uno Stato con un governo, un territorio, una popolazione. E non si può cancellarlo solo perché a noi non piace. Bisogna tener presente che la lotta jihadista si avvale della componente religiosa ma è anche un tentativo, a mio avviso perfettamente legittimo, di ridefinire i confini di quell’area mediorientale disegnati arbitrariamente dagli inglesi un secolo fa.

Gli Stati e i loro confini non sono eterni, ma mutano nel tempo, alcuni scompaiono. Se si fosse seguita a suo tempo la logica che si vuole imporre oggi, cioè cancellare il Califfato, noi italiani non avremmo potuto fare le nostre guerre di indipendenza. Dobbiamo smetterla di considerare ogni nuova realtà che non ci piace come il Male Assoluto. Loro non sono il Male, noi non siamo il Bene. Bisogna anche capire le ragioni degli altri e “le vite degli altri”.

Certo noi rabbrividiamo di fronte a stragi come quelle del Bataclan, ma siamo del tutto indifferenti, o ignoriamo, o fingiamo di ignorare, che un drone guidato dal Nevada uccide forse qualche guerrigliero, ma allo stesso tempo fa decine di vittime civili. E questo va avanti da quando, con i bombardamenti americani, ci siamo intromessi in una guerra civile fra una parte dei sunniti e una parte degli sciiti che non ci riguardava. Un fenomeno come l’Isis ce lo siamo abbondantemente creato anche noi. Ho fatto mia la dichiarazione di Amedy Coulibaly: “Voi ci combattete, non potete pretendere che non vi rispondiamo”.

Venendo al sodo che cosa bisognerebbe trattare col Califfato? Al Baghdadi che di fatto controlla l’intero mondo jihadista dovrebbe impegnarsi a non uscire dall’area di sua competenza e quindi stoppare ogni attentato terroristico in Europa, negli Usa e altrove. Se non lo facesse gli si potrebbe formalmente dichiarare guerra come si faceva ai vecchi e più onesti tempi. Mandando però le truppe sul terreno e non in questa vile guerra di macchine contro uomini che non fa che aumentare le simpatie per lo jihadismo.

di Massimo Fini

da Il Fatto Quotidiano del 17 dicembre 2015