Dai reality al cinema. Il passo è breve e i fornelli sono perennemente accesi perchè l’arte culinaria è diventata uno dei fenomeni mediatici indiscussi del nuovo millennio. Burnt – che in italiano suona come Il sapore del successo – è il film erede dei vari MasterChef e dintorni che spopolano sul pianeta. Rivalità all’ultimo coltello, perfezionismo ossessivo, narcisismo dilagante: di questo si compongono le relazioni tra i rampanti cuochi contemporanei che farebbero di tutto pur di ottenere una stelletta Michelin.

Nei panni del migliore tra i migliori dei cuochi c’è l’iracondo e competitivo Adam Jones, alias un Bradley Cooper che ha sostituito gli elmetti e fucili di American Sniper con i grembiuli e coltelli di questo gourmet movie diretto da John Wells. Al suo fianco la splendida Sienna Miller nei panni di una talentuosa chef con cui imbastirà un’ovvia storia d’amore e i “compagni” di cucina Riccardo Scamarcio, Omar Sy e Daniel Bruehl a cui si aggiungono la psicologa Emma Thomson e il critico gastronomico Uma Thurman.

Insomma, un cast appetitoso del quale il terzetto Cooper, Miller e naturalmente Scamarcio ha fatto incursione alla premiére romana offrendosi alla stampa.  “Sono da sempre fan dei cooking show, specie di Frugal Gourmet con cui sono cresciuto” dichiara un rilassato Bradley Cooper che dopo tanti film impegnativi – e ben tre candidature all’Oscar consecutive – sembra in quest’occasione particolarmente sereno. “Amo cucinare, ma per fingere di diventare un cuoco stellato (questo è il gergo, ndr) mi sono allenato guardando vari documentari, e ho seguito anche personalmente il lavoro di Gordon Ramsey e di altri grandi chef, come Marcus Wareing che era il nostro tutor per il film”.

In effetti il bel Bradley sembra a proprio agio tra cucchiai, padelle e ricette di ogni invenzione: abilità che ha raffinato per l’estrema “competitività che ho con me stesso. Fermo restando che credo nel cinema come esperienza collaborativa, ovvero esattamente l’opposto dell’individualismo professato da Adam Jones che all’inizio del film non comprende quanto invece il lavoro in cucina sia di squadra”.

Il passaggio dall’integralismo narcisistico del leader all’umiltà di lavorare insieme, ciascuno apportando il proprio contributo, è il tema de Il sapore del successo, che applica il prezioso suggerimento esistenziale all’universo dei cuochi. Gli attori erano circondati da chef professionisti nei ruoli di comparse, figuranti ecc. che hanno permesso di fornire veridicità al movimento dei professionisti della ristorazione. “Avrete capito che cucinare a quei livelli è un’attività anche violenta: ci si ferisce, ci si brucia in continuazione, è una fatica prolungata per la giornata.. quasi un combattimento corpo a corpo” sentenzia l’attore 40enne, apprezzato nel mondo per l’ambivalenza di talento e look da sex symbol.  In questo, forse, si trova uno dei collegamenti con l’indimenticabile ruolo di Chris Kyle regalatogli da Clint Eastwood in American Sniper: entrambi aggressivi, dipendenti da diverse forme di successo, ambiziosi fino all’autodistruzione. “E comunque gli accostamenti sono casuali, un attore è abituato a spostarsi di parte in parte, trasformandosi senza soluzione di continuità”.  Burnt – Il sapore del successo uscirà nelle sale italiane il prossimo 26 novembre in circa 300 copie per 01 Distribution.