Sulle sue conoscenze di storia contemporanea si erano scatenate le tastiere di tutta Italia. Ora lei, Alice Sabatini, miss Italia 2015, ha risposto all’invito del sindaco di Sant’Anna di Stazzema, Maurizio Verona, per visitare il paese dell’alta Versilia, dove i nazisti trucidarono 560 persone, tra le quali molte donne e molti bambini. Ha incontrato Mario Ulivi, uno dei pochi superstiti della strage, e Adele, Licia, Siria e Lilia Pardini, sorelle di Anna Pardini, la bambina di 20 giorni uccisa nella strage nazifascista del 12 agosto 1944, e di Cesira Pardini, medaglia d’oro al merito civile. Alla fine Alice si è commossa: “Nei libri c’è scritto tanto, ma la storia si comprende a fondo visitando luoghi come Sant’Anna di Stazzema e ascoltando i racconti di chi ha vissuto le tragedie della guerra”.

Le polemiche l’avevano travolta per la sua dichiarazione durante il concorso: “Vorrei essere nata nel 1942 per vivere la Seconda Guerra Mondiale“. Alice ha trattenuto a stento le lacrime colpita dalle testimonianze dei sopravvissuti. “Ti propongo – le ha detto Verona – di diventare ambasciatrice presso i giovani dei valori del Parco Nazionale della Pace: è un nostro dovere primario trasmettere alle giovani generazioni il ricordo della strage”. E la Sabatini ha accolto subito la proposta del sindaco: “In questo anno da Miss Italia avrò modo di incontrare tanti giovani in contesti diversi. Mi impegnerò per trasmettere i valori e la storia di Sant’Anna”.

Prima di uscire dal Museo Storico della Resistenza, Alice si è fermata a scrivere un pensiero sul libro delle firme all’ingresso: “Grazie, grazie. Mi avete dato tanto”. Una frase “semplice e bellissima”, hanno commentato i suoi accompagnatori, segno di come le parole delle sorelle Pardini e di Ulivi abbiano lasciato il segno. Dopo la visita al Museo, Miss Italia si è recata alla Cappellina Anna Pardini per la deposizione di un mazzo di fiori in memoria dei Martiri di Sant’Anna, quindi al Monumento Ossario. “A tanti ragazzi, specialmente i più giovani, che incontrerò potrò raccontare ciò che ho visto ed ascoltato a Sant’Anna – ha detto tra l’altro Alice – Non intendevo dire che avrei voluto vivere la guerra ma capire quali fossero gli stati d’animo, le sensazioni che si provavano in quel periodo, così duro e difficile, di cui tante volte anche mia nonna mi ha parlato. Per capire fino in fondo, bisogna visitare i luoghi come Sant’Anna di Stazzema per vedere la storia con i propri occhi. Le sorelle Pardini sono donne straordinarie, con una tempra incredibile: l’emozione ad ascoltarle è stata fortissima e le ringrazio di cuore per le loro testimonianze”.

La Sabatini, insieme al sindaco, ha visitato poi la chiesa in cui è contenuto l’Organo della Pace: “La strage ha cambiato tutto – ha raccontato tra l’altro Licia Pardini – perché abbiamo perso tanti familiari, amici, parenti”.