Almeno metà delle auto usate sono messe in vendita con chilometraggi alterati. È la sconcertante verità sostenuta da Alfredo Bellucci nel libro Non prendermi per il chilometro, edito da Apice Libri. Un volume agile in cui l’autore quarantenne, oggi titolare di un’attività di vendita di auto usate, racconta prima la delusione di scoprire che il mestiere dei suoi sogni – “da grande volevo vendere automobili”, scrive nel primo capitolo – è in realtà esercitato da molti truffatori, e poi accompagna il lettore, in maniera romanzata, alla scoperta del fenomeno dello “schilometraggio”. Bellucci solleva il velo di omertà sotto il quale prolifera questa pratica illegale, che gonfia le valutazioni delle automobili, altera il mercato e genera, secondo le stime dell’autore, un giro d’affari illecito di due miliardi di euro l’anno, cui si aggiunge quello (altri 400 milioni di euro) dei “riparatori” di contachilometri.

Alfredo bellucci 3

Sì, i “riparatori”: basta cercare su internet “riparazione contachilometri” per rendersi conto di quante aziende pratichino questo tipo di intervento. “Peccato che i contachilometri non si rompano quasi mai, e che nei pochi casi in cui succede convenga quasi sempre sostituirli. Come fanno migliaia di aziende a creare veri e propri business ‘riparando’ contachilometri?”, si chiede Bellucci (nella foto). In realtà, chi possiede i macchinari per reimpostare i dati dei contachilometri può potenzialmente alterarli. La pratica configura il reato di truffa, ma è molto diffusa perché garantisce facili guadagni, sia a chi vende l’auto a un valore superiore a quello reale, sia allo stesso “schilometratore”.

Basta cercare on line “riparazione contachilometri” per capire la portata del fenomeno. I contachilometri non si rompono quasi mai, ma migliaia di aziende vivono di questa attività

I danneggiati non solo solo gli acquirenti che comprano un’auto a un prezzo superiore al valore reale, ma anche i venditori onesti. Che, spiega Bellucci a Ilfattoquotidiano.it, esistono, ma sono una minoranza. “Siamo degli emarginati, perché i colleghi ci guardano male e i clienti, comunque, fanno fatica a distinguerci all’interno di una categoria di cui non si fidano. Noi venditori onesti siamo in via di estinzione, perché siamo fagocitati dalla forza dell’illegalità: dobbiamo competere con i disonesti che guadagnano molto più di noi. È dura sostenere la battaglia, sia psicologica sia economica”. Per rendersi conto di quanto allettante possa essere l’alterazione dei contachilometri, basta un esempio: un piccolo commerciante che vende 200 macchine l’anno potrebbe “gonfiare” illegalmente i guadagni, mediamente, di 1.500 euro a transazione, incamerando 300.000 euro di illecito l’anno.

I commercianti onesti esistono, ma sono una minoranza fagocitata dalla forza dell’illegalità e costretta a competere con i disonesti

I modi per limitare il business degli “schilometratori” e dare spazio ai commercianti onesti, scrive Bellucci nel suo libro, ci sono: bisognerebbe prevedere l’indicazione del chilometraggio a ogni passaggio di proprietà registrato al Pra e su ogni revisione. Due soluzioni che hanno dei limiti – il contachilometri potrebbe essere alterato prima dei passaggi di proprietà, e in attesa della prima revisione ci sarebbero quattro anni di “vuoto” storico – ma che creerebbero comunque qualche difficoltà in più ai disonesti.

Finché queste semplici modifiche non saranno apportata dal legislatore, è possibile evitare di farsi truffare? “La sicurezza non si può avere”, spiega Bellucci a ilfattoquotidiano.it, “ma essere diffidenti è la prima regola per evitare fregature”. Da settembre attraverso il sito www.nonprendermiperilchilometro.it si potrà chiedere una consulenza allo stesso Bellucci e ai coautori del libro, Gianluca Poloniato, Luca Peroglio Longhin e Stefano Mior, circa la bontà dell’acquisto di un usato. Per chi vuole fare da solo, ecco alcuni consigli pratici:

1) Scremare gli annunci on line. La maggioranza degli “approcci” alle auto usate avviene su Internet. Meglio non limitarsi a paragonare anno di immatricolazione, prezzo e percorrenza, perché non sempre il prezzo più basso nasconde l’affare migliore. Fra gli annunci, prediligere quelli con le targhe scoperte nelle foto: nascondere la targa, visto che non c’è “privacy” da proteggere, potrebbe essere il segnale che il venditore vuole ostacolare le indagini sull’auto.

2) Non innamorarsi. Non fermarsi all’aspetto estetico dell’auto e al suo stato di conservazione. Non “innamorarsi” di un veicolo né di un venditore, perché è nello slancio emozionale e nel conseguente abbassamento delle difese che si annidano i presupposti per la truffa.

3) Indagare sui precedenti proprietari. Impiegare un po’ di tempo e denaro per indagare sulla macchina che si vuole acquistare: consultando il Pra (pubblico registro automobilistico) tramite l’Aci o un’agenzia di pratiche auto si possono conoscere il numero dei precedenti proprietari e il valore delle singole transazioni. Generalmente le transazioni dovrebbero avere un andamento decrescente negli anni. Se si scopre che l’auto è stata importata dall’estero, chiedere al venditore il documento d’acquisto.

4) Indagare sulla manutenzione. La cronologia della manutenzione potrebbe aiutare a stabilire il reale chilometraggio dell’auto, ma non bisogna fidarsi delle dichiarazioni del libretto di manutenzione (in modo particolare se è elettronico) perché potrebbero essere state alterate insieme al contachilometri. Prediligere auto il cui vecchio proprietario fornisca una cronologia scritta della manutenzione pregressa con eventuali riferimenti ai riparatori; minore è il numero di ex proprietari, più facile sarà la ricerca.

5) Fare tante domande. Non vergognarsi di chiedere delucidazioni e documenti: il venditore onesto non avrà difficoltà a rispondere; chi elude le domande o trova scuse fantasiose per non fornire i documenti potrebbe avere qualcosa da nascondere.

Infine, una considerazione d’obbligo: nemmeno i professionisti, spiega Bellucci, possono avere la certezza assoluta di acquistare un’auto che non sia stata schilometrata. “Ogni auto usata è un pezzo unico, con una sua storia e un suo valore. Non esiste un metodo infallibile per ricostruirla, ma facendo domande e ricerche, e con tanto buon senso, si possono selezionare i veicoli che più probabilmente non hanno subito alterazioni”.