Quell’essere inquadrato in piano americano è un orso o un uomo? Intanto è Leonardo DiCaprio con folta barba e abnorme pellicciotto. E questo, per molti, basta già. Il proscenio cinematografico è invece The Revenant, il nuovo film di Alejandro Gonzalez Iñarritu, di cui è online uno spettacolare e sorprendente trailer. Un po’ come per l’esasperato neorealismo spielberghiano di Salvate il Soldato Ryan, il fresco premio Oscar per Birdman nei due minuti mostrati per deliziare fan e addetti ai lavori si è letteralmente immerso, in una sorta di semisoggettiva perenne senza stacchi e adottando i suoi tanto amati virtuosismi da piano sequenza, nella selvaggia e terribile vita del trapper Hugh Glass.

Come per la diffusa concitazione e la dinamica spinta nei corridoi del teatro di Broadway in Birdman, la macchina da presa di Inarritu è catapultata nel 1822, quando iniziano le rocambolesche e stupefacenti vicende di Glass. Un eroe popolare della frontiera americana, un pioniere e cacciatore di pellicce della Pennsylvania che accetta di far parte di una spedizione di cento uomini. Con il fine di commerciare pellame il manipolo risalirà il fiume Missouri dal Sud Dakota al Nord Dakota, fino al Montana. Leggenda o verità, si narra che Glass venne aggredito da un grizzly, poi ucciso insieme e grazie all’aiuto di alcuni compagni di avventura. Aggressione che provoca ferite al trapper giudicate mortali dal capospedizione. L’uomo viene lasciato assieme ai due pionieri che una volta morto dovranno seppellirlo, solo che Glass non ha alcuna voglia di salutare la frontiera: sopravvive ed inizia così il suo funesto e drammatico viaggio di ritorno per vendicarsi di essere stato lasciato morire, tra schiere di cattivissimi indiani, natura ulteriormente inclemente, e rovine di una conquista del West mai così cupa e livida al cinema.

Per Di Caprio si tratta del ritorno al cinema dopo The Wolf of Wall Street (2013) di Martin Scorsese, per il quale aveva vinto un Golden Globe ed era stato candidato all’Oscar come attore protagonista. Due anni di inattività, o meglio di preparazione al ruolo di Hugh Glass per Iñarritu, per un attore dedito più alle foto in spiaggia con sempre nuove accompagnatrici, e un cachet che per il film di Scorsese, nonostante fosse anche produttore della pellicola, fu di 25 milioni di dollari. Quanto sia lo stipendio del 41enne californiano per The Revenant non è stato reso noto. Diciamo però che dai 2 milioni e mezzo di dollari guadagnati per Titanic di tempo pare esserne passato. DiCaprio è la quintessenza dello star system hollywoodiano odierno, venato da una tendenza borderline a livello sentimentale e culturale, rimanendo un po’ il ribelle che cerca la sua strada tra titoloni di cassetta e scommesse artistiche non da poco. Per questo ad Hollywood in molti già preannunciano una nuova candidatura ai prossimi Oscar 2016 (The Revenant uscirà infatti l’8 gennaio 2016 ndr).

Per Iñarritu si tratta del primo film post vittoria agli Oscar. Dopo la battuta/scherzo di Sean Penn in diretta mondiale poco prima della consegna dell’ambita statuetta (“Chi ha dato la green card a questo figlio di puttana?”), il regista messicano torna nuovamente sul mercato con un film che sembra promettere una storia avvincente, ma soprattutto un rinnovato capitolo nella sua carriera di regista formalmente muscolare e allo stesso tempo di intimo narratore. Basta osservare nel trailer la sequenza in cui la mdp carrella lateralmente inquadrando a mezzo centimetro DiCaprio a cavallo, che a sua volta spara contro un branco di indiani inferociti che lo rincorrono e lo affiancano. Lo zampino di un genio della fotografia come Emmanuel Lubezki, che Inarritu e il sodale Alfonso Cuaron si passano di continuo, ma che ha anche titoli nel suo carnet come The New World di Malick e Alì di Mann, è evidente. The Revenant promette parecchio bene. In Italia l’uscita  è prevista per il 28 gennaio 2016.