“Mai un’enciclica ha suscitato tanto interesse mediatico”. Così il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha introdotto la presentazione ufficiale dell’enciclica ecologica di Papa Francesco, Laudato si’. Dopo la rottura dell’embargo tre giorni prima della sua pubblicazione ufficiale e la sospensione a tempo indeterminato dalla Sala Stampa della Santa Sede del vaticanista dell’Espresso Sandro Magister, è stato consegnato ai vescovi del mondo e a tutti coloro che vorranno leggerlo l’attesissimo documento di Bergoglio.

La prima enciclica di Francesco, Lumen fidei, infatti, era stata ereditata dal Papa argentino, subito dopo l’elezione al pontificato, direttamente dal suo predecessore Benedetto XVI. E l’esortazione apostolica Evangelii gaudium era stato il vero manifesto programmatico di Bergoglio. Con Laudato si’, invece, Francesco apre un nuovo filone del magistero della Chiesa, quello ecologico, finora inesplorato, così come Leone XIII con la Rerum novarum, nel 1891, inaugurò il magistero sociale del cattolicesimo.

A mente fredda in Vaticano si analizza ancora il motivo della rottura dell’embargo sul documento di Bergoglio. Non è la prima volta che avviene per un testo di così grande importanza per il magistero di un Pontefice, anzi, è la quarta volta consecutiva. Era successo, infatti, già nel 2009 con l’ultima enciclica di Benedetto XVI, Caritas in veritate, e poi con altri due documenti importanti di Bergoglio: Lumen fidei ed Evangelii gaudium. Nei sacri palazzi c’è il sospetto di un sabotaggio per il testo di Papa Francesco che rischia di essere archiviato come un Cantico delle creature del XXI secolo e che, invece è un vero e proprio manuale di dottrina sociale con forti denunce della finanza e della politica mondiale.

In Laudato si’, infatti, non ci sono solo l’ecologia e il grido di allarme di Bergoglio per la distruzione del pianeta commessa dall’uomo. Francesco afferma che il diritto alla proprietà privata non è “assoluto o intoccabile”, ribadisce il no alla teoria del gender e all’aborto, mette in guarda il mondo dal pericolo di una guerra chimica o nucleare, analizza il cambiamento climatico e attacca la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile denominata Rio+20 che “ha emesso un’ampia quanto inefficace Dichiarazione finale” sulla riduzione del gas serra, chiede la soluzione del debito estero, e punta il dito contro “il salvataggio a ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione”.

Twitter: @FrancescoGrana