Il libro è tratto. La misteriosa scrittrice Elena Ferrante è finita della cinquina dei finalisti del Premio Strega 2015. Lo spoglio tenutosi a Roma, tra le stanze antiche di casa Bellonci, ha visto premiare al primo posto Nicola Lagioia, poi Mauro Covacich, terza la Ferrante, quarto e quinto Fabio Genovesi e Marco Santagata. Doveva essere lo Strega delle piccole e medie case editrici e così è stato. L’input dato da Serena Dandini e Roberto Saviano che nel febbraio scorso si sono impegnati nel lanciare la candidatura della misteriosa scrittrice, uno pseudonimo dietro al quale si nasconde una scrittrice che non vuole rivelare la propria identità, ha dato i suoi frutti.

Storia della bambina perduta, l’ultimo capitolo della saga scritta dalla Ferrante è edita da E/O, una delle cosiddette case editrici medio-piccole per le quali il regolamento del più celebre premio letterario italiano quest’anno è stato modificato – 3 voti per ogni amico della domenica invece di 1 – per consentirne l’ingresso obbligatorio in finale. Se Ferrante non avesse riportato la terza posizione, secondo le nuove norme dello Strega ci sarebbe stato un ripescaggio per aggiungere un sesto editore “medio-piccolo” alla cinquina. Ma la galoppata dell’autrice di cui non si è mai registrata una traccia tangibile di corpo e voce, se non qualche editoriale ospitato da riviste e quotidiani tanto che si è affermato più volte che altri non fosse che Anita Raja – moglie dello scrittore Domenico Starnone – o al più, anni addietro, l’intellettuale Goffredo Fofi, ha regolato subito i conti. Primo è arrivato Nicola Lagioia, La ferocia (Einaudi) con 182 voti; poi Mauro Covacich, La sposa (Bompiani) 157 voti; terza la Ferrante con Storia della bambina perduta (e/o) che ha raccolto ben 140 voti; al quarto posto Fabio Genovesi che per Mondadori ha scritto Chi manda le onde ed ha registrato 123 voti; quinto, con una certa sorpresa, Marco Santagata con Come donna innamorata (Guanda) e 119 voti.

Due gli esclusi eccellenti dalla cinquina che si giocherà lo Strega 2015 a Villa Giulia il 3 luglio a Roma: Vinicio Capossela, addirittura decimo tra i dodici semifinalisti con Nel paese dei coppoloni (Feltrinelli) e solo 59 preferenze; e il fumettista Zerocalcare, ottavo con il suo libro Dimentica il mio nome (Bao Publishing) che ha raccolto 70 voti. Sono stati 403 i votanti su 460 (87%), tra cui il ministro della cultura, Dario Franceschini, presente a casa Bellonci durante lo spoglio. Ad aver riscosso più consensi è il 41enne barese Nicola Lagioia, al quarto romanzo (il primo con Minimum Fax, gli altri tre con Einaudi), più volte conduttore del programma culturale Pagina 3 su RadioTre e tra i selezionatori della Mostra del Cinema di Venezia diretta da Alberto Barbera. La Ferocia ha al centro del racconto una famiglia barese travolta dal malaffare con padre costruttore e un intenso rapporto d’amore tra uno dei figli e la sorella morta.

Anche il triestino Mauro Covacich, autore sostanzialmente Einaudi, ha già una carriera di discreto successo con una decina di romanzi alle spalle tra cui la trasposizione del suo A nome tuo nel film diretto da Valeria Golino, Miele. La Sposa, edito da Bompiani è una raccolta di racconti in cui fatti di cronaca e fatti di vita vissuta dall’autore si mescolano a temi di fantasia, restituendo un vivissimo e sconfortante ritratto dell’era presente. Fabio Genovesi, 40 anni da Forte dei Marmi, traduttore di Hunter S. Thompson, ha esordito nel 2008 con l’editore Transeuropa, ma è poi finito presto sotto l’ala protettrice di Mondadori con cui ha pubblicato il fortunato Chi manda le onde, romanzo corale che trabocca di vita e di storie tra cui una bambina albina e l’amato mare. La copertina del libro di Genovesi è apparsa anche nella borsa della spesa fatta dal premier Renzi in una delle sedi Feltrinelli di Roma. Infine c’è Marco Santagata: italianista, classe ’47 da Zocca (Mo), autore legato fin dal suo esordio a Guanda – che rimane comunque nell’orbita del gruppo editoriale Mauri Spagnol. Come donna innamorata ha per protagonista niente meno che Dante Alighieri, la sua famiglia, l’impegno in politica, l’incarico di priore, i rapporti con Bice-Beatrice, la donna celebrata dalla sua poesia, e con Gemma, la moglie e la madre dei suoi figli.