Bologna, come ben sa chi ci crede, è diventata una città turistica. Ogni anno milioni di persone vengono a visitare la nostra città e possiamo tranquillamente affermare che tutto il mondo ha i fari puntati su Bologna che sta lentamente sostituendo Firenze alle gite fuori porta di russi, cinesi, samoani e rovigotti.

Tra i volani del turismo, oltre a Beppe Maniglia, i mimi non mimi, quello che fa le bolle giganti con l’acqua sporca, il rusco per strada, le edicole, il citypass, i taxisti incazzati, Altero, il semaforo di Via Farini, il cantiere BoBo, l’Apple Store, l’Aerobus, i dissuasori, Sirio, Rita, gli ausiliari del traffico, Angelo #aiutamisignorechesonomessomale, piazza Ikea e il panino da Eataly, molto importante sarà la visita alle serrande dei locali chiusi all’1 di notte.

I turisti nottambuli potranno vagare per la città e finalmente trovare tutto chiuso, sedersi per terra, guardare verso il cielo e ammirare le architetture dei palazzi e delle chiese, senza nessuno che si affacci alle finestre e gridi “bastaaaaaa…. Fate silenziooooo che domattina devo andare a lavorareeee”, spettacolo deplorevole spesso segnalato su ‘Trip Advaisor’ dai turisti di Blackpool “I spent a nice time in Bologna, but during the night, while I Was pissing with my husband under the portico one man started to shout, shout, let it all out, these arte the tears… Come on… I’m Talking to you. It was disgusting. It was a pity”.

L’estate è alle porte, Bologna si prepara all’invasione del turismo estivo che vedrà il suo picco nel mese di agosto, periodo dell’anno molto amato dai desertisti (a loro è dedicato un capitolo nel mio libro ‘Anche questa è Bologna’) e dai gestori di locali del centro che spesso chiudono bottega per andare anche loro in vacanza. Questo fino a che Bologna non era ancora città turistica, chissà come sarà quest’estate? Rimanete in città e lo saprete.