I giochi sono fatti. Dopo la seconda semifinale di ieri sera, la griglia dei partecipanti alla finale di sabato sera del sessantesimo Eurovision Song Contest è completa. Nella Stadthalle di Vienna (che ospita l’ex Eurofestival dopo la vittoria di Conchita Wurst nel 2014 a Copenhagen), tra martedì e giovedì sono andate in scena le due semifinali che hanno decretato i 20 paesi che faranno compagnia in finale a Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Spagna (qualificate di diritto), Austria (paese ospitante) e Australia (invitata a partecipare dopo anni di corteggiamento).

Per l’Italia ci sono i tre ragazzotti de Il Volo, vincitori dell’ultimo Festival di Sanremo, arrivati a Vienna tra i favoriti. La loro Grande Amore, tipico brano da bel canto all’italiana, è molto apprezzata perché è esattamente la sintesi musicale degli stereotipi del nostro paese all’estero. Arrivare tra le prime cinque sembra un obiettivo a portata di mano, e persino la vittoria non è così impossibile. Di certo ci sarà da affrontare una concorrenza agguerritissima. Per tutti i bookmakers, l’avversario da battere è il belloccio svedese Måns Zelmerlöw, che canterà in finale Heroes, un pezzo che attinge a piene mani dalla grande tradizione dance del paese scandinavo. Un pizzico di Avicii, un tocco di Alesso e il gioco è fatto.

In prima fila per la vittoria finale anche l’australiano Guy Sebastian, la raffinatissima coppia norvegese Mørland & Debrah Scarlett, gli sloveni Maraaya (la loro Here for you è senza dubbio la più radiofonica tra tutte le canzoni in gara), il sedicenne israeliano Nadav Guedj (con un efficace pezzo etno-tamarro che non può mancare all’Eurovision Song Contest) e la carismatica serba Bojana Stamenov (che canta un pezzone dance che farebbe scatenare sul dancefloor anche Sergio Mattarella).  Niente da fare per San Marino, con Michele Perniola e Anita Simoncini che nulla hanno potuto contro le corazzate della seconda semifinale. E a esser sinceri, il pezzo non è sembrato irresistibile.

Sul fronte dello show, come sempre l’Eurovision Song Contest è un capolavoro di spettacolare efficienza: 90 minuti per ascoltare 17 canzoni, solo quindici minuti per il televoto e poi i risultati finali. Questa l’apprezzatissima formula delle semifinali, distante anni luce dalla interminabile liturgia sanremese, durante la quale le canzoni fanno da mal sopportati optional all’imbalsamato spettacolo televisivo. Ovviamente per la finale i tempi si allungheranno, visto che si esibiranno 27 artisti, e soprattutto perché dopo le performance toccherà al rito delle votazioni da ogni singolo paese in gara (anche quelli eliminati in semifinale), con i tanto agognati 12 punti da assegnare alla canzone preferita. L’appuntamento è per sabato sera alle 21 in punto, con diretta su RaiDue e il commento italiano di Federico Russo e Valentina Correani. Se non volete perdervi nulla della conduzione oritinale asciutta e piena di ritmo, potete optare per il live streaming sul canale YouTube dell’Eurovision. Queste le 27 nazioni finaliste: Albania, Armenia, Australia, Austria, Azerbaigian, Belgio, Cipro, Estonia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Ungheria, Israele, Italia, Lettonia, Lituania, Montenegro, Norvegia, Polonia, Romania, Russia, Serbia, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito.