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Italia’s Got Talent, vince Simone Al Ani. La finale su Sky vista da 1,7 milioni di spettatori

Sul podio anche Straduri Killa e Shark & Groove. La prima edizione riuscita per qualità dei contenuti e resa dei giudici. E dopo Xfactor e MasterChef, la trasmissione entra a far parte del club dei programmi di punta della tv satellitare di Rupert Murdoch

di Domenico Naso

L’abbiamo scampata bella, ieri sera. Per poco la finale di Italia’s Got Talent, lo show di SkyUno condotto da Vanessa Incontrada, non si è trasformata nel trionfo del solito buonismo all’italiana. Sì, perché tra tante performance spettacolari, acrobati, comici e crew, i telespettatori hanno preferito televotare esibizioni emotive, che non si contraddistinguevano certo per il talento.

Per l’appuntamento finale del talent, i giudici Claudio Bisio, Luciana Littizzetto, Nina Zilli e Frank Matano si sono limitati a fare gli spettatori, con il pubblico da casa unico giudice per decretare la vittoria finale. Alla fine la vittoria è andata a Simone Al Ani, un carismatico e talentuoso illusionista e manipolatore della materia, che si è portato a casa 100mila euro e la possibilità di esibirsi a Las Vegas.

Ma sul podio assieme a lui sono arrivati gli Straduri Killa, un gruppo di bambini di 8 e 9 anni a metà strada tra ballo e acrobazie, e Shark & Groove, rapper calabresi che hanno emozionato il pubblico ma non resteranno di sicuro nella storia del rap.

Si è chiusa così, dunque, la prima edizione di Italia’s Got Talent targata Sky, con un bilancio che può considerarsi molto positivo. Per celebrare il successo di pubblico e critica, ieri sera era sul palco nientemeno che Simon Cowell, il Re Mida della tv mondiale che ha ideato sia Got Talent che Xfactor. Cowell ha creato in pochi anni un impero economico dalle dimensioni ciclopiche, oltre a esser diventato un famosissimo personaggio televisivo grazie al suo ruolo di giudice di Britain’s Got Talent e Xfactor. È suo, per esempio, il merito (o la colpa?) di aver creato e lanciato gli One Direction, la boy band idolo delle ragazzine di mezzo mondo.

La sua ospitata di ieri sera, però, non è stata indimenticabile. Presentato come il Messia, Cowell è stato accolto sul palco dai giudici inginocchiati, in una scena un po’ imbarazzante e molto provinciale. Poi è sparito per tutta la finale, salvo tornare per la proclamazione del risultato finale, quando ha erroneamente annunciato il nome del vincitore di Xfactor Italia.

Ma Italia’s Got Talent ha chiuso comunque col botto. La finale è stata trasmessa, oltre che su SkyUno (e quindi su un canale satellitare a pagamento), anche in chiaro su Cielo, il canale di Sky sul digitale terrestre, portando a casa un lusinghiero 6,66% di share, con 1,7 milioni di spettatori. La degna conclusione di un’edizione riuscita per qualità dei contenuti e resa dei giudici.

Ormai il talento di Sky nella produzione di programmi di intrattenimento non è una sorpresa. Dopo Xfactor e MasterChef, dunque, Italia’s Got Talent entra a far parte del club dei programmi di punta della tv satellitare di Rupert Murdoch. Un successo che si spiega con un linguaggio decisamente più contemporaneo rispetto ai varietà della tv generalista, che riesce a coinvolgere un pubblico più giovane e televisivamente esigente.

Non è solo una questione di possibilità finanziarie, ma di approccio al mezzo televisivo. Sky è avanti di qualche anno rispetto a Rai e Mediaset, ma in fondo i due colossi generalisti non fanno altro che assecondare i gusti del loro target di riferimento. Si potrebbe osare di più? Sì, ma questa è un’altra storia.

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