La dieta, dal latino diaeta, a sua volta dal greco δίαιτα, dìaita, significa “modo di vivere“. E’ questo il vero significato della parola “dieta” anche se nell’immaginario collettivo quando la si pronuncia si pensa sempre a un regime alimentare restrittivo. Ecco allora che Mary Evans Young, ex anoressica, nel 1992 ha deciso di istituire il “No diet day”, una giornata per liberarsi dell’ossessione del peso e riflettere sulle discriminazioni a cui va incontro chi è in sovrappeso.

E’ stato il suicidio di una 15 enne, vittima di bullismo perché troppo grassa che ha fatto scattare la molla alla Young. Scrittrice anche del libro “Diet Breaking: Having it all without having to diet ” e fondatrice dell’associazione Diet Breakers, ha deciso di rimboccarsi le maniche e iniziare un percorso di accettazione e di testimonianza affinché la sua storia possa essere da esempio per riprendere in mano la propria vita specie se si è affetti da disturbi alimentari.

Sono ormai 4 milioni i soggetti che solo in Italia soffrono di DCA, disturbi del comportamento alimentare. Il Ministero della Salute ha istituito un numero verde 800180969 e come si legge nel comunicato “Il Progetto pilota si pone come obiettivo quello di sperimentare strategie adeguate ed efficienti per informare i giovani cittadini e non cittadini italiani sui loro diritti riguardo alla salute ed alla cittadinanza al fine di produrre evidenze, buone pratiche, linee guida di indirizzo da trasferire alle Regioni.

Sotto accusa in questi giorni anche le pillole dimagranti contenenti il dinitrofenolo, sostanza che viene usata dai bodybuilders, famoso anoressizzante. Altamente tossico per il nostro organismo, in queste ore è l’Interpol che lancia l’allarme: il prodotto in questione ha ucciso diverse persone e danneggiato gravemente altre. “Non sapevo che mia figlia avesse comprato delle pillole dimagranti su internet – ha commentato la madre della vittima, Fiona – Contenevano un sostanza non adatta al consumo umano per colpa della sua tossicità. Lei non aveva idea che in realtà sarebbero state fatali. Ha guidato fino all’ospedale, poi i medici le hanno detto che non c’era più niente da fare perché le sostanze tossiche erano nel sangue e non avevano nessun antidoto per contrastarle”.

Eloise Aimee Parry è morta a 21 anni per aver ingerito delle pasticche dimagranti comprate su internet. Pare che i suoi organi interni siano letteralmente “bruciati dall’interno”. La ragazza, originaria di Shrewsbury è deceduta dopo aver ingerito pillole contenenti Dinitrophenol ( dinitrofenolo o DNP). Ora è la stessa madre della ragazza che rivolgendosi alle giovani che cercano soluzioni online per dimagrire velocemente afferma: “Vi prego, non prendete questa sostanza. E’ un modo orrendo di morire”. Non solo non cercate rimedi fai da te, ricordiamo inoltre che per dimagrire serve un’alimentazione sana, movimento e il consiglio di un medico specialista.