L’architettura è sexy? Sono gli architetti i nuovi sex-symbol? Sembrerebbe proprio di sì. Ormai ogni nuovo grattacielo, che sia una torre di Hong Kong o di Milano, viene salutato alla stregua di una celebrity, diventando inesorabilmente meta turistica nonché set di spot pubblicitari. Già: si parla sempre più di archistar. Tra quelli internazionali, spiccano alcuni nuovi beniamini del gentil sesso, come Alessandro Scandurra, artefice di quell’Expo Gate che fa bella mostra di sé davanti al Castello Sforzesco; come Cino Zucchi, o come il danese Bjarke Ingels, il superfusto che ha concepito diversi edifici innovativi e controversi. Che siano sexy ce lo suggerisce anche la serie tv How I met you mother. Fanno furore anche gli architetti designer, molto apprezzati dalle riviste di moda: come Peter Marino, che si veste come un Village People ma firma gli allestimenti dei negozi delle grandi griffe nelle principali metropoli del mondo. Pensiamo inoltre alle forme sinuose di Frank Gehry, o a quella specie di tappeto delle mille e una notte che è la nuova ala del Louvre, opera dell’italiano Bellini. Sempre a proposito di Louvre: è o non è piacente l’architetto Pei, quello della Piramide del Louvre?

Ma non finisce certo qui. È appena uscito per Mondadori “Love&the city”, un romanzo rosa-erotico del nuovo tipo, un “50 Sfumature” in salsa Expo. Protagonista di questo romanzo di Lidia Di Simone, naturalmente, è un architetto, che vive le sue avventure erotiche sulle cime di quegli stessi grattacieli che ha contribuito a progettare. “Love&the city” è ambientato tra le architetture futuristiche di Londra (la città dello Shard di Renzo Piano e dei nuovi 250 grattacieli che punteggeranno la City), i grattacieli di Shanghai e il business district milanese, il quartiere di Porta Nuova che in pochi mesi è diventato lo scenario prediletto dai grandi fotografi di moda.

La trama. Amanda, detta Maddie, non ha ancora trent’anni e sfoggia un corpo da atleta. Lo era davvero, fino a pochi anni fa, quando un SUV l’ha investita, una sera, mentre si allenava, mettendo così fine alla sua carriera. Si è poi laureata in architettura e sta per iniziare una nuova carriera – anche se per ora solo come stagista – in un prestigioso studio londinese (che somiglia molto a quello di Norman Foster, affacciato sul Tamigi). Qui Maddie incontra due persone che cambieranno il suo destino: la cinese Eli Ching, che commissiona agli architetti inglesi un nuovo quartiere da costruire a Shanghai, e il superboss dello studio, archistar acclamata, scozzese burbero quanto affascinante: il suo nome è Alistair Wolf, Mr Wolf… Dai jeans da brava ragazza a un tailleur Gucci mozzafiato, dall’incredibile incontro al buio al 68esimo piano di un grattacielo in costruzione, alla Cina, la ragazza entra in un vortice di emozioni difficili da controllare. Solo allontanarsi può chiarirle le idee. E sarà Milano la sua exit strategy; la Milano dei lavori per l’imminente Expo 2015. Lidia Di Simone sforna un’opera prima frizzante e romantica, eccitante e dinamica. 50 sfumature di stile, sex-appeal e altitudine.