E’ morto a 87 anni, a Lubecca, Günter Grass. Lo annuncia la sua casa editrice Steidl. Lo scrittore tedesco, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1999, era nato a Danzica, allora città-Stato poi diventata polacca, nel 1927. Tra le sue opere più famose, Il Tamburo di Latta, opera d’esordio pubblicata nel 1959.

Intellettuale impegnato, grande sostenitore della svolta socialdemocratica di Brandt nel 1969, coscienza critica della democrazia tedesca sorta dalla tragedia del nazismo, Grass ha dato voce a una generazione di tedeschi che sono diventati adulti durante la Seconda guerra mondiale e hanno portato il peso delle colpe dei loro genitori per le atrocità perpretrate da Adolf Hitler e dal suo regime. Proprio per questo furono brucianti le polemiche quando, nel 2006, in occasione dell’uscita del libro “Sbucciando la cipolla”, Günter Grass rivelò di essersi arruolato volontario nelle Waffen-SS, mentre fino allora si era creduto che fosse stato un semplice coscritto. E’ stato anche poeta, saggista, drammaturgo e scultore. Tra le sue altre opere, ‘Il gatto e il topo’, ‘Anni di canì (che con “Il tamburo di latta” completano la trilogia di Danzica), ‘Il mio secolo’ e ‘Il passo del gambero’.

Il tamburo di latta “è un libro eccezionale in cui c’è disperazione, forza, ironia, davvero un bel libro”, commenta Dario Fo, che ha conosciuto Grass e di dice “davvero dispiaciuto” della sua scomparsa. “Quando ci incontravamo ci raccontavamo spesso aneddoti, ma niente di trascendentale. Un uomo che è riuscito a scrivere un libro del genere aveva una grinta e una forza straordinarie”.

“Un gigante”, lo definisce Inge Feltrinelli. “L’ho conosciuto da giovane, agli esordi, e poi ho seguito tutta la sua carriera. Con il passare del tempo è diventato un classico della letteratura moderna”. Feltrinelli pubblicò per primo in Italia “Il tamburo di latta”.