Funziona come un sito web per appuntamenti, ma su Bestiacce.com in realtà non s’incontra il proprio partner ideale. L’altra metà della coppia perfetta elaborata dal logaritmo del portale, infatti, è sì un’anima gemella, ma canina o felina. “Il meccanismo è semplice – racconta Giulia Beltrami, zoologa e fondatrice della start up al femminile Bestiacce.com assieme alla business designer Clizia Welker, e a Roberta Chelotti, responsabile marketing – l’utente accede al nostro sito web, compila un questionario, e il logaritmo gli mostra il suo cane o gatto ideale in cerca di adozione. A quel punto è possibile incontrare l’animale di persona e decidere se offrirgli una famiglia”.  Nata due anni fa attraverso b-ventures, l’incubatore di Buongiorno spa, infatti, la start up lanciata dalle tre socie under 35, online tramite il sito web da giugno 2014, mette in relazione chi desidera adottare un animale da compagnia con le strutture che in Italia si occupano di randagi: canili comunali, rifugi e centri gestiti da associazioni. E attualmente sono 25 le realtà che collaborano attivamente con Bestiacce.com, prima in tutto il paese nella sua categoria. “Sono tutti canili virtuosi – precisa Beltrami – perché noi ci teniamo che gli animali siano trattati con riguardo, quindi controlliamo sempre il centro in questione prima di coinvolgerlo nel progetto”.

Gli esperti forniti da Bestiacce.com, quindi, visitano gli animali ospitati nelle strutture con cui la start up collabora, e un veterinario comportamentalista ne traccia il profilo: “Si crea, del cane o del gatto, una vera e propria scheda, in cui ad esempio è specificato se è un tipo giocherellone, se è pigro, se ama correre o se è abituato ai bambini. Quel profilo psicologico viene confrontato con il questionario dell’utente che accede al nostro sito, e il logaritmo calcola l’affinità tra una persona e l’animale”. Lo step successivo, quindi, è andare a conoscere di persona il cane o il gatto, e tutti i contatti necessari si trovano su Bestiacce.com. “I canili sono pieni di tesori che aspettano solo una seconda possibilità – racconta Beltrami – ma siccome generalmente vivono in una situazione di emergenza quotidiana, e spesso non hanno una strategia comunicativa tale da mettersi in contatto con la collettività, noi sopperiamo a questa necessità, così che le adozioni siano facilitate. Il progetto, del resto, completamente gratuito sia per le strutture che ospitano gli animali randagi, sia per chi cerca un cane o un gatto da adottare, è nato da un lato grazie all’incontro tra diverse competenze, e dall’altro per via della passione comune nei confronti degli animali. Per noi, quindi, è importante aiutare queste realtà spesso collocate in periferia, un po’ scollegate dalla collettività, a comunicare con la cittadinanza”.

Tutti gli animali ‘schedati’ sul sito di Bestiacce.com, precisa Beltrami, sono adulti: “Sono loro i più bisognosi di entrare in contatto con le famiglie in cerca di un animale da adottare. Per ora è possibile trovare il proprio compagno canino ideale, ma è già in partenza anche il logaritmo per trovare la propria anima gemella felina. Se poi l’utente desidera parlare con l’esperto comportamentalista che ha delineato il profilo dell’animale può farlo, tutti i contatti necessari sono inseriti nella scheda del cane o del gatto, tanto che è possibile, per chi ha già un amico a 4 zampe, scoprirne la personalità tramite un apposito questionario”. Oltre al sito web, in realtà, le ragazze di Bestiacce periodicamente avviano anche altri progetti a sostegno delle strutture che ospitano gatti e cani randagi: crowdfunding, raccolte di beni come oggetti o cibo per animali, campagne di responsabilità sociale. “Copriamo le spese di gestione offrendoci come consulenti a chi organizza eventi legati agli animali, per il resto anche noi doniamo ciò che possiamo alle varie strutture, per aiutarle a gestire i cani e i gatti randagi. La nostra mission però non è solo quella di consentire ai rifugi di comunicare con la collettività: cerchiamo di coinvolgere nel progetto i cittadini, proprio perché sappiamo che tanti amano gli animali e che c’è un grande bisogno di fondi, ma anche le istituzioni, che in alcuni casi sono a conoscenza delle difficoltà dei canili, anche pubblici, ma non investono le risorse necessarie a migliorare le condizioni degli animali. Noi abbiamo sede a Modena, e il Comune ci patrocina, ma non in tutta Italia c’è la medesima attenzione”.