Luci spente in tutto il mondo per fermare il cambiamento climatico. Scatta in Italia alle 20.30 di sabato 28 marzo l’Ora della Terra, o Earth Hour, l’invito globale a spegnere le luci di case, monumenti ed edifici pubblici per 60 minuti, allo scopo di accendere i riflettori sui problemi dell’ambiente. Una manifestazione simbolica ideata dal Wwf nel 2007 a Sidney, in Australia, e che oggi, al grido “Change climate change”, cioè “cambiare il cambiamento climatico”, è in grado di attraversare 24 fusi orari e 172 nazioni in tutto il pianeta, comprese le aree più colpite da eventi climatici estremi, tra cui Filippine, Maldive e Madagascar, e i paesi chiave per le questioni ambientali, come Brasile, Stati Uniti e Cina. Coinvolgendo, lungo la strada, aziende e amministrazioni, cittadini e celebrità, fino allo spazio: tra gli italiani che hanno aderito alla campagna del Wwf, infatti, c’è anche l’astronauta Samantha Cristoforetti, che dalla Stazione Spaziale Internazionale ha scattato una fotografia per promuovere lo slogan dell’edizione 2015 dell’evento. Un anno speciale, come ricorda il Wwf, proprio perché a dicembre si chiuderà a Parigi il negoziato dell’Onu per un accordo globale sul clima.

“Il 2014, secondo quanto hanno rilevato alcuni tra i più importanti centri di ricerca, che registrano le temperature globali del pianeta, è stato registrato come l’anno più caldo sulla Terra a partire dal 1880. Da allora, infatti, la temperatura media della superficie terrestre è aumentata di 0.8 gradi – spiega Mariagrazia Midulla, responsabile energia e clima del Wwf – Il cambiamento climatico non è solo la questione del momento, è il problema della nostra generazione. Durante Earth Hour le luci si spegneranno per un’ora, ma le azioni di milioni di persone durante l’anno ispireranno le soluzioni necessarie per fermare il cambiamento climatico”. Se nel resto del mondo si spegneranno numerosi simboli della storia umana, come la Torre Eiffel di Parigi, il Golden Gate di San Francisco e 40 siti Unesco, dall’Acropoli di Atene e al castello di Edimburgo, in Italia, dal mare alle Alpi, sono 323 i comuni che hanno aderito ufficialmente alla manifestazione. Novità del 2015 è l’adesione all’Earth Hour della Marina militare italiana, che lascerà al buio, alle 20.30 di sabato, tra gli altri, Palazzo Marina a Roma, l’Arsenale e la Scuola Navale Militare Morosini di Venezia, la Base Navale e le navi ormeggiate a La Spezia, e l’Accademia Navale di Livorno.

Nell’anno di Expo 2015, tuttavia, è l’Expo Gate di Milano lo spegnimento centrale del Belpaese, con il Castello Sforzesco scelto come simbolo per l’Italia. Ma black out artificiali di protesta andranno in scena anche a Roma, dove si spegneranno la Basilica di San Pietro, il Colosseo, Piazza del Campidoglio e, per la prima volta, l’Ambasciata d’Austria, e a Napoli, teatro di un’iniziativa speciale organizzata dal Wwf: spettacoli di arte di strada e musica a cura dell’Associazione “Ramblas” e la performance “Il Cielo di limoni” dell’artista Ennio Bertrand, una bioinstallazione luminosa che si accende grazie all’energia pulita generata dai limoni. Tra i monumenti che aderiranno all’iniziativa, poi, anche Palazzo d’Accursio a Bologna, l’Arena di Verona, Ponte Vecchio, Palazzo Vecchio e la statua del David a Firenze. E ancora, Piazza San Marco a Venezia, la Rocca della Madonna di Tropea, la Torre e Piazza dei Miracoli a Pisa, Piazza del Campo a Siena, Piazza san Giovanni a Matera, il maschio Angioino e Piazza Plebiscito a Napoli, e la Valle dei Templi Agrigento.

E sempre al buio, dalle 20.30 alle 21.30, rimarranno anche le torri, i castelli medioevali e monumenti dell’antichità italiana, dal castello Svevo di Cosenza a quello aragonese di Taranto, dall’Arco normanno di Mazzara del Vallo alla Rocca Malatestiana di Verucchio, dalle Mura del Castello di Monteriggioni passando per l’Arco di Augusto, il Ponte di Tiberio e il Tempio Malatestiano a Rimini.Per gli amanti dei social, infine, sarà possibile condividere su Facebook, Twitter e Instagram le più belle foto dallo spegnimento della propria città o della propria abitazione. Gli hashtag per partecipare? #Unoralbuio e #EarthHour. Le foto più significative, quindi, saranno condivise dagli account ufficiali di Wwf Italia durante la mobilitazione, ed entreranno nel ‘book digitale’ globale. “Il riscaldamento globale – sottolinea Midulla  – non conosce confini. Earth Hour, perciò, coinvolge tutti i cittadini del mondo e rende i loro gesti, uniti a tanti altri, altamente significativi di una volontà comune”.