Quella di Ei Towers su Rai Way sembra tutto fuorché un’Opa ostile. Nei mesi scorsi ci sono stati abboccamenti informali, chiacchierate, sondaggi, incontri tra i protagonisti. Poi il gruppo Mediaset ha deciso di calare l’asso e lanciare l’offerta sulla società delle torri Rai valorizzandola circa 4,5 euro per azione tra cash e carta. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il governo si è limitato a dire che l’azionariato pubblico non scenderà sotto il 51% in Rai Way, lasciando così intendere che spazio per un accordo c’è, se Mediaset si accontenta di una quota di minoranza. La Borsa ci crede e anzi fa il tifo per la creazione di un’unica società delle torri:  i titoli Rai Way, Ei Towers e Mediaset hanno chiuso anche venerdì in netto rialzo.

Il nodo da sciogliere è soprattutto politico. Occorre chiedersi se abbia senso che gli operatori posseggano la società che offre l’infrastruttura di rete, quando l’Europa chiede che le reti siano in capo a società indipendenti come Terna per l’elettricità e Snam per il gas. Secondo Michele Polo, docente della Bocconi, l’offerta Mediaset ha come scopo non il miglioramento del servizio rafforzandolo, ma l’eliminazione di un concorrente, perché con la privatizzazione anche Rai Way può entrare sul mercato e contendere i clienti a Ei Towers. Per questa ragione, spiega Polo, l’Antitrust dovrebbe dire no a quest’operazione. Più che il segnale televisivo, a fare gola è la ricca torta di Internet e della banda ultralarga, tema che il Consiglio dei ministri affronterà già martedì prossimo.

Tornando all’offerta, i tempi tecnici per “sistemarla” e renderla “gradita” ci sono tutti: Ei Towers ha 20 giorni di tempo per presentare una bozza del prospetto e a quel punto Rai Way potrà ufficializzare la propria posizione in merito. Posto che un consiglio d’amministrazione è già convocato per il 12 marzo, è plausibile che per quella data si arrivi a una presa di posizione ufficiale. Ma le cose non sono mai così lineari e trasparenti, specie se ci sono di mezzo Rai, Mediaset e la politica. Se è vero che prima del lancio dell’Opa ci sono stati incontri e abboccamenti occorrerebbe anche sapere se – come da mesi sostiene qualcuno – c’è stato un qualche accordo. Si parla infatti molto di patto del Nazareno applicato alle tv e alle torri, a Rai Way come merce di scambio. Ma Rai Way, seppur da pochi mesi, è una società quotata, Ei Towers e la sua controllante Mediaset sono a loro volta società quotate e un patto occulto su società quotate (cioè non comunicato al mercato e alla Consob) assume rilievo penale. Oltre a conoscere l’esito delle verifiche di rito sugli acquisti e sulle vendite di titoli nei settimane precedenti all’offerta e nei giorni successivi, il mercato e i cittadini avrebbero interesse a sapere con chiarezza com’è nata questa operazione che riguarda asset strategici per il Paese e se il mazzo in tavola è pulito o ha carte segnate.