Sforna pane alla cannabis e lo pubblicizza come “la nuova linea relax” in vendita nel suo panificio. Accade a Guardiagrele, paese in provincia di Chieti, dove il fornaio Camillo Adorante è conosciuto da tutti, e la sua idea “stupefacente” è finita sulla bocca e sulle tavole di molti. Una serie di maxi manifesti affissi per le vie del centro ne ha sicuramente aiutato la diffusione, ma il resto lo ha fatto il passaparola.

D’altra parte, i prodotti a base di cannabis proposti nel suo panificio sono i più svariati: si va dalla classica pagnotta ai panini, passando per pizzette e cornetti, fino ad arrivare ai formaggi: tutti con una leggera sfumatura verde-dorata nell’impasto. Si tratta infatti del caratteristico colore della materia prima utilizzata, la “cannabis sativa”.

pane 240Una sostanza che appartiene alla stessa famiglia della più nota e illegale (in Italia) “cannabis “indica”. Un accostamento questo, che più che provocare un danno sembra aver acceso i riflettori sulla trovata di questo fornaio-pionere, provocando stupore e curiosità. E a chi gli chiede se sia impazzito, Adorante risponde che la cannabis usata è legale. “Mi tocca spiegarlo ai clienti – dice – perché ne prendano coscienza”.

E allora, giù ad elencare gli effetti benefici di questo prodotto, scoperto ad una fiera di settore. “La cannabis sativa protegge il ricambio naturale delle cellule e rinforza il sistema immunitario”, spiega la moglie di Adorante. “Mio marito, che ha sempre avuto una mente elastica e aperta alle innovazioni, ha deciso di sperimentare questa idea: abbiamo riscoperto il seme di cannabis sativa e lo abbiamo reinterpretato a modo nostro”.

Si tratta di un seme che vanta diverse proprietà e modi di utilizzo. Tra i suoi derivati alimentari, la farina è quella che ne permette un uso più creativo, fornendo un apporto di preziosi nutrienti, amminoacidi essenziali, acidi grassi polinsaturi, fibre e vitamina A, potassio, magnesio e calcio. In più, pare che renda più digeribili gli impasti in cui è impiegato, conferendo loro un retrogusto alla nocciola.

“Il prodotto da forno che va per la maggiore”, continua la moglie del fornaio, “è la focaccia, fatta con farina di cannabis sativa, farina tipo 2, che è un po’ più grezza di quella classica, e poi acqua, lievito e sale”. Quantità e impasto, la signora Margherita non vuole svelarle. “Se ne occupa mio marito”, dice, “e sono un segreto”.

Il fornaio abruzzese ha fatto il primo ordinativo a un’azienda umbra, e subito dopo ha creato la sua prima linea di prodotti. “Esistono in commercio miscele già pronte”, dice, “ma io ho preso quella purissima, perché la qualità è la prima cosa”. Una qualità che pare essere molto apprezzata dai clienti. “Il mio panettiere di fiducia sta avanti! Ho comprato il pane alla cannabis…ha fatto il “fumo”!”, scrivono sulla pagina Facebook del forno. Dove c’è anche  chi rilancia: “Meno male…un pane “fatto” come si deve!”.

L’unico neo, come spiegano dal panificio, è che la farina che se ne ricava non può essere lavorata da sola perché l’impasto risulterebbe troppo duro, perciò va aggiunta della farina bianca. E i semi tostati a che servono? Adorante li usa per le decorazioni di pane e grissini. Tra i loro effetti benefici ci sono infatti la prevenzione del colesterolo, la protezione di ghiandole e sistema nervoso. Oltre all’effetto relax promesso nella pubblicità.