“Collateralismi strani tra la Curia di Napoli e la Regione Campania“. È l’accusa dell’ex vicario del cardinale Crescenzio Sepe, don Gennaro Matino, alla legge regionale speciale e urgente con la quale sono stati stanziati 200mila euro, senza alcun vincolo, per la visita di Papa Francesco a Napoli prevista per il 21 marzo 2015. Il provvedimento è stato approvato con 43 voti favorevoli e soltanto uno contrario, quello di Corrado Gabriele, ex assessore regionale al lavoro con la giunta di Antonio Bassolino e ora capogruppo del Partito socialista europeo nel consiglio della Campania. Don Matino, che già su ilfattoquotidiano.it aveva tuonato contro “i vescovi calati dall’alto”, non ci sta e attacca: “Quando il Papa è andato a Caserta, il 26 luglio 2014, la Regione Campania non ha stanziato nulla”.

L’ex vicario del cardinale Sepe non si ferma qui e aggiunge: “Pare che a Napoli ci siano più voti che a Caserta”. Un’accusa pesantissima che arriva a pochi mesi dalle elezioni regionali nelle quali il governatore uscente Stefano Caldoro si scontrerà con il candidato che vincerà le primarie del Partito democratico. Per don Matino questo “collateralismo strano non capita solo adesso. Avviene sempre e se voi andate a spulciare nei conti della Regione non trovate soltanto questo. Il collateralismo – incalza il teologo napoletano – non finisce mai”. “Io credo – aggiunge ancora l’ex vicario del cardinale – che Papa Francesco non sappia niente di tutto ciò e che se lo sapesse sarebbe gravemente indignato”.

Una decisione che don Matino definisce “fuori luogo” anche perché “lo Stato rifonde già abbastanza alla Chiesa italiana con l’otto per mille e bisogna tenere presente lo sperpero di denaro che esiste in certi ambienti”. Secondo il sacerdote, infatti, “dobbiamo avere la libertà di non avere collateralismi strani, anche perché a fronte di un invito che fa la Curia di Napoli non vedo perché debba rispondere la Regione Campania. Capisco che anche la Chiesa fa parte della comunità civile e quindi può e deve chiedere, ma ciò deve essere paritario dappertutto. Se non è stato dato nulla a Caserta non capisco perché sia stato dato a Napoli. Quindi chiedo al vescovo di Caserta di farsi rimborsare da Napoli”.

Con Matino ovviamente anche Gabriele che ha presentato un emendamento, bocciato in Aula, per trasformare il contributo della Regione alla Curia in iniziative per famiglie bisognose e borse di studio. “L’invito al Pontefice – precisa il consigliere regionale a ilfattoquotidiano.it – è stato formulato dalla chiesa di Napoli, ma pagano i contribuenti attraverso il bilancio regionale opportunamente modificato con ricorso ai fondi di riserva. Papa Francesco e il suo entourage che ne pensano di venire in una delle capitali della disoccupazione e della povertà e ‘costare’ 200mila euro?”. Una visita già destinata a suscitare molte polemiche.

Twitter: @FrancescoGrana