“Aveva Loris dentro la macchina e non sapeva dove cazzo buttarlo”. Veronica Panarello è in carcere. I familiari parlano. Carabinieri e poliziotti li ascoltano. Al nonno e al padre non servono processi per accertare chi abbia ucciso il bambino di 8 anni. Non importa che la mamma continui a giurare la sua innocenza. Loro emettono già la sentenza. E’ stata lei a strangolarlo e a gettarlo nelle campagne di Santa Croce Camerina, Ragusa. Stralci di intercettazioni sull’omicidio di Loris Stival. Che ha costretto gli abitanti del comune ragusano a fare i conti con qualcosa di inspiegabile. Le stesse sensazioni vennero vissute a Brembate di Sopra, piccolo centro delle ricche valli bergamasche, nel 2010. Quando Yara Gambirasio sparì e venne ritrovata cadavere dopo tre mesi di ricerche. La svolta per questo caso arriva il 16 giugno scorso con l’arresto di Massimo Bossetti, muratore di Mapello, sposato, con tre figli. “Un uomo normale, tutto casa e lavoro”, dice chi lo conosce. “Un killer freddo. Capace di seviziare una 13enne e di abbandonarla agonizzante in un campo”, sostengono gli investigatori. Due giorni prima del suo fermo, sempre nel cuore della Lombardia, va in scena il massacro di Motta Visconti. Pianificato e messo in atto da Carlo Lissi. Un marito e un padre esemplare. Fino al 14 giugno. Quando nella sua testa si cristallizza un solo pensiero: liberarsi della moglie e dei due figli che per lui ormai rappresentano soltanto una gabbia. L’ostacolo alla nuova vita sognata con una collega. Carlo li ammazza tutti e tre nella bella casa di famiglia. Poi raggiunge gli amici per vedere l’esordio degli Azzurri di Prandelli, come se niente fosse. “Sembrava tranquillo, come sempre”, racconta un amico ai carabinieri. Il pm chiede a Carlo se non fosse stato meglio divorziare. Lui non fa una piega: “I bambini sarebbero rimasti comunque”. Non c’è nessun movente invece dietro l’omicidio di Oksana Martseniuk, colf ucraina uccisa in una elegante villa dell’Eur di Roma da Federico Leonelli, fulminato dalla polizia dopo aver decapitato senza motivo la domestica. Ecco le storie che affiorano dalle strade delle città, dai paesi dell’hinterland e dai quartieri dell’Italia profonda. Raccontano le ossessioni, la violenza e il disagio sociale che si nascondono dietro il velo delle apparenze. E immortalano il volto oscuro del Paese.

Gennaio – Asti, Elena Ceste scompare. Il cadavere ritrovato nove mesi dopo
Il 24 gennaio Elena Ceste sparisce nel nulla a Castiglione d’Asti. Il marito, Michele Buoninconti, dice ai carabinieri di aver accompagnato i figli a scuola, di essere tornato e di non averla più vista. Scattano le ricerche. Nove mesi di buio. Finché il 20 ottobre vengono trovati i resti di Elena nelle campagne poco distanti dalla casa di famiglia. Il marito viene indagato. “Atto dovuto” per gli inquirenti. Lui si proclama innocente. La vita della 37enne viene scandagliata. Ma per ora il movente del suo omicidio resta oscuro.

Gennaio – Omicidio Meredith, Sollecito e Knox condannati a 25 e 28 anni
A sette anni dall’omicidio di Meredith Kercher, dopo che la Cassazione aveva annullato la sentenza di assoluzione, arriva la condanna al processo bis di secondo grado contro Raffaele Sollecito e Amanda Knox. E’ il 30 gennaio quando la Corte d’Assise d’Appello di Firenze infligge rispettivamente 25 e 28 anni di carcere. Secondo i giudici sono stati gli ex fidanzati insieme a Rudy Guede a uccidere la studentessa inglese. L’omicidio avviene nella notte tra il 1 e il 2 novembre del 2007, nel casolare di via della Pergola a Perugia. Un gioco erotico a cui Mez non voleva partecipare, finito con una coltellata alla gola della ragazza inglese. Il caso però non è ancora chiuso: il 25 marzo 2015 la Cassazione esaminerà il ricorso presentato dalle difese di Amanda e Raffaele.

Febbraio –  Gallarate, assalto al furgone della Polizia penitenziaria per liberare Domenico Cutrì
Gallarate, provincia di Varese. E’ il 3 febbraio. Un furgone della Polizia penitenziaria viene attaccato da un commando armato di kalashnikov guidato da Nino Cutrì. L’obiettivo: liberare suo fratello Domenico, ergastolano di origine calabrese, condannato per omicidio. L’assalto va in scena in pieno giorno. Pochi secondi. Trentadue colpi sparati. I gangster fuggono in auto. Nino Cutrì è ferito. Morirà poco dopo. Ma l’obiettivo va a segno:  il fratello Mimmo è libero. Per poco però. Mamma Antonella lo invita a non costituirsi. Ma i carabinieri del Ros si mettono sulle sue tracce. Arrestano i complici. E gli danno scacco dopo cinque giorni. Alla fine di una caccia perfetta.

Marzo – Roma, spari prima della finale di Coppa Italia
E’ il 3 maggio. Mancano poche ore all’inizio della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina che si giocherà all’Olimpico di Roma. La partita è preceduta dagli spari che risuonano in zona Tor di Quinto, dove scoppiano scontri tra ultras partenopei e romani. A terra rimane Ciro Esposito, 30 anni, napoletano. Morirà il 25 giugno. A premere il grilletto, secondo i magistrati, è stato Daniele De Santis, ex ultra romanista vicino ad ambienti di estrema destra. La finale viene giocata comunque. Genny ‘a Carogna dà il via libera.

Maggio – Firenze, prostituta trovata crocifissa. Nelle campagne toscane torna la paura del mostro
Nuda. Le braccia legate a una sbarra. Andrea Cristina Zamfir, prostituta 26enne romena, è morta. Seviziata e crocifissa sotto un cavalcavia dell’A1, vicino al cimitero di Ugnano, alle porte di Firenze. E’ il 5 maggio. Nelle campagne toscane torna l’incubo del mostro. Perché intanto riaffiorano dal passato episodi simili. Altre prostitute raccontano di essersi fatte legare. Poche decine di euro per soddisfare i desideri di un cliente che poi le ha violentate. La Squadra mobile riesamina casi vecchi di 10 anni. E dopo cinque giorni arresta un uomo. E’ Riccardo Viti, che confessa: “Lei mi implorava di smettere. Ho fatto una bischerata”.

Giugno – Motta Visconti, uccide la famiglia poi va a vedere la partita dell’Italia
Motta Visconti, ricco Comune a cavallo tra Milano e Pavia. E’ la sera del 14 giugno. L’Italia aspetta l’esordio degli Azzurri contro l’Inghilterra ai Mondiali. Carlo Lissi ha altro in testa. Pensa alla collega di cui si è innamorato. La passione però non è corrisposta. Allora si convince che l’unico ostacolo al sogno sia la famiglia. Da giorni pensa a un modo per liberarsene. Nella bella villetta con il giardino curato e l’intonaco rosa manca poco alle 11. Carlo fa l’amore con Maria Cristina, sua moglie. Le dice parole dolci. Poi si alza, va in cucina e prende un coltello. Inizia a colpirla alle spalle. Sette volte. Alla gola e all’addome. I figli Giulia, 5 anni, e Gabriele, 20 mesi, dormono al piano di sopra. Carlo va anche da loro. I bambini non si svegliano neppure. Muoiono nel sonno. Carlo sale in macchina  e va a vedere la partita con gli amici. Raccontano di averlo visto “sereno, come sempre”. Quando torna a casa dà l’allarme. Simula una rapina. I carabinieri non gli credono. Davanti al pm crolla: “Sono stato io, voglio il massimo della pena”. Il magistrato gli chiede se non fosse stato meglio divorziare. Carlo lo gela: “Il divorzio non avrebbe risolto niente, perché i figli sarebbero comunque rimasti”.

Giugno – Bergamo, svolta nel caso Yara. Arrestato Massimo Bossetti
Il 16 giugno è il ministro dell’Interno Angelino Alfano ad annunciare la svolta. E’ stato identificato “Ignoto 1”, l’assassino di Yara Gambirasio, uccisa il 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra, Bergamo. Dopo quattro anni di indagini, gli investigatori sono convinti di aver dato un nome a quella sigla. E’ quello di Massimo Bossetti. Ad incastrate il 44enne muratore di Mapello è il Dna che corrisponderebbe a quello isolato sul corpo della ragazzina, ritrovata cadavere il 26 febbraio 2011 in un campo. A Bossetti i detective del Ros e dello Sco sono arrivati incrociando migliaia di profili genetici degli abitanti delle valli bergamasche. Quello del killer di Yara è simile a quello di Giuseppe Guerinoni, autista di pullman morto nel ‘99 e – secondo la Procura – padre biologico di Bossetti, che sarebbe nato da una relazione extraconiugale della madre Ester Arzuffi. Il carpentiere dal carcere di Bergamo si proclama innocente. Ma secondo i magistrati il Dna spazza via ogni dubbio.

Agosto – Roma, donna decapitata in una villa dell’Eur. Ucciso il killer
Il 25 agosto, in una lussuosa villa immersa nel verde dell’Eur di Roma, va in scena il massacro di Oksana Martseniuk. La domestica ucraina di 38 anni viene uccisa con 40 coltellate e decapitata con una mannaia senza un motivo. L’assassino è Federico Leonelli, 35 anni, ossessionato dalle armi e dal desiderio di andare a combattere in Israele, da due mesi è ospite dei proprietari di casa che nel frattempo sono in vacanza. Quando i poliziotti arrivano nella villa, Leonelli corre loro incontro. Addosso ha abiti mimetici, il volto nascosto da una maschera, un coltellaccio insanguinato in mano. Gli agenti sparano. L’assassino muore senza aver concluso il suo piano: fare a pezzi la donna.

Ottobre – Viareggio, massacro di Halloween: baby gang uccide con il casco un 34enne
La notte del 31 ottobre Manuele Iacconi, 34 anni, sta tornando a casa in auto insieme a un amico. Hanno passato la serata in giro per i locali della Darsena di Viareggio per festeggiare Halloween. L’auto si ferma a un incrocio. Un gruppo di ragazzetti è fermo davanti a loro. Una parola di troppo. Manuele scende. Quelli iniziano a pestare. Sono in quattro. Afferrano un casco e continuano a colpirlo. Non si fermano nemmeno quando Manuele si accascia a terra, senza sensi. Gli fracassano la testa. Poi scappano. Manuele morirà dopo un mese di coma. Le indagini della polizia puntano su due minorenni. Il giorno dell’arresto, uno dei due alza il dito medio verso i giornalisti, prima di essere portato nel carcere minorile. “Non era la prima volta che aggredivano senza un motivo. E non si sono pentiti neppure quando hanno ucciso”, scrive il gip nell’ordinanza di fermo.

Novembre – Ragusa, il cadavere di Loris Stival in un canale. Arrestata la mamma
Il cadavere di Loris Stival, 8 anni, viene trovato il 29 novembre nelle campagne di Santa Croce Camerina, piccolo paese alle porte di Ragusa. E’ stato strangolato e gettato in un canale. Le indagini si concentrano sulla madre, Veronica Panarello. Troppe contraddizioni nel suo racconto. Lei dice di aver accompagnato il figlio a scuola. Ma le immagini raccolte dalle telecamere del paese raccontano un’altra storia. Pezzo per pezzo gli investigatori smontano la sua versione e la arrestano. Per gli inquirenti è lei l’assassina. Veronica rinchiusa in carcere dice che non è vero. Ma i primi a sospettare di lei sono i suoi familiari e suo marito Davide: “Non so più a chi credere”.

Dicemebre – Delitto Garlasco, Stasi condannato a 16 anni
Dopo due assoluzioni, Alberto Stasi viene condannato a 16 anni di carcere nel processo bis di secondo grado per l’omicidio di Chiara Poggi. La sentenza arriva il 17 dicembre. Per i giudici della corte d’Assise d’appello di Milano è stato l’ex studente bocconiano il 13 agosto 2007 a massacrare la fidanzata nella villetta di Garlasco, Pavia. A convincere i giudici della colpevolezza di Stasi sono i risultati delle nuove perizie, chieste dal procuratore generale Laura Barbaini e dall’avvocato dei Poggi, Gianluigi Tizzoni. Decisiva quella sulla “camminata” di Stasi. L’ex bocconiano ha sempre raccontato di aver scoperto per primo il corpo della fidanzata, circondato da un lago di sangue. Nonostante questo, le sue scarpe erano immacolate. “Impossibile”, secondo i periti, “entrare in casa senza sporcarsi le suole”. Per Stasi è caduta comunque l’aggravante della crudeltà. Per conoscere il motivo della condanna bisognerà aspettare che i giudici depositino le motivazioni.