“Un treno della metropolitana vola nel tunnel sopra di noi, spingendo un vento caldo pieno di polvere nera che si appoggia sulla nostra faccia”, racconta l’esploratore urbano Bradley Garrett. “Non avevamo corde quella notte. Così ci siamo arrampicati usando i bulloni che tengono lo scheletro della metropolitana insieme e siamo scesi nelle sue fondamenta”. Sono le 3 del mattino. La missione della London Consolidation Crew (LCC) sta per iniziare. LLC è una comunità di fotografi che evadono la sicurezza urbana ed entrano nelle stazioni metropolitane abbandonate (ma non solo) per scattare ritratti su pellicola dei luoghi dimenticati della città.

Metropolitana di Londra, le 32 stazioni fantasma. Ci sono 32 stazioni in disuso della rete metropolitana di Londra. Alcune sono state distrutte senza lasciare traccia mentre altre sono intatte, un fermo-immagine del momento in cui sono state vietate al pubblico. Per esempio, guardando dal finestrino del vagone della metropolitana di Londra tra Tottenham Court Road e Holborn sulla Central Line si scorgerà una stazione chiusa al pubblico dal 1932. Quella fermata nascosta, un tempo era la stazione dove scendere per andare al British Museum. Oppure, viaggiando sulla Piccadilly Line tra Green Park e Hyde Park Corner potreste notare il muro fuori dal finestrino cambiare dal metallo ai mattoni a vista. Questo è il segnale per notare Down Street, un’altra stazione fantasma della tube di Londra. 

Tra gli esploratori urbani un ricercatore di Orxford. La crew di fotografi è composta da persone provenienti da ambienti diversi, da muratori a impiegati, fino ad arrivare a studenti e ad un poliziotto. Età compresa tra i 19 e i 35 anni. Tra i membri dell’equipaggio c’è anche Bradley Garrett, ricercatore all’Università di Oxford. Tesi di dottorato prima di iniziare la collaborazione con Orxford: Racconti di esplorazione urbana. “Volevo fare un dottorato di ricerca sulle ‘archeologie alternative’ e gli esploratori urbani mi sono sembrati perfetti visto che si considerano una sorta di documentaristi della città. Poi, da quando li ho incontrati nel 2012, mi sono unito al gruppo”.


“Quel che fanno è illegale, devono essere anonimi”
. È però evidente una grossa differenza tra Garrett e gli altri membri della LCC: la sua identità non è un segreto. “È normale che gli esploratori urbani vogliano stare nell’anonimato visto che quel che fanno è illegale – continua Garrett – Ma il mio ruolo è diverso. Essendomi avvicinato a loro prima di tutto come ricercatore universitario, è giusto che la mia identità si conosca perché voglio dare conto di quel che faccio alla società e all’Università. Anche se ormai faccio parte del gruppo. E se questo livello di partecipazione a volte significa evadere la legge, allora credo che per il bene della ricerca anche questo si debba fare”.

British Transport Police: “Un crimine in aumento”. Nel Regno Unito eludere la sicurezza della metropolitana non è un reato penale, ma può costare fino a 250 euro di multa.  “È un crimine che oltre a far rischiare la vita a chi lo compie, può anche portare a far deragliare un treno in movimento”, puntualizza un portavoce della British Transport Police. Costi anche per i passeggeri, almeno in termini di tempo. “Se i trasgressori sono visti sulle linee ferroviarie, i treni sono fermati e il personale deve attendere che il problema sia risolto, prima di far tornare la circolazione normale”. Dati alla mano, nel 2012 a Londra c’è stata una diminuzione del 12% dei report di atti di vandalismo, ma un aumento del 6,6% di evasione della sicurezza metropolitana.

Quando la LCC “fermò” il matrimonio reale. I membri del LCC non sono mai stati arrestati dalla polizia, a parte una volta. “Spesso, quando gli agenti ci fermano vogliono solo vedere le nostre foto – sostiene Garrett – Ma ovviamente alcuni dei posti in cui siamo riusciti ad entrare creano un certo livello di imbarazzo nelle autorità, che una volta si sono sentiti in dovere di punirci”. Nel 2012, infatti, quattro membri del LCC sono stati arrestati dopo essere entrati nella stazione fantasma di Aldwych quattro giorni prima del matrimonio reale tra William e Kate nel 2011. Quella notte i membri della LCC correvano lungo i binari della Piccadilly Line per raggiungere un tunnel in disuso a Holborn, e poi entrare ad Aldwych. Ma le telecamere di sicurezza li hanno visti, e la polizia ha fatto scattare l’allarme terroristico.

Una punizione esemplare: “Non potete parlarvi”. La punizione è stata esemplare: il tribunale ordinò loro di non comunicare l’un l’altro, sia dal vivo che via web, per dieci anni. “Ovviamente abbiamo continuato ad incontrarci. E non solo perché siamo amici, ma anche per decide quale potesse essere il prossimo posto da violare”, ha detto Garrett. “Credo che possiamo considerarci ‘cittadini attivi’ di Londra. La nostra attività è molto importante: noi amiamo questa città, e vogliamo solo creare un’interazione tra la Londra sommersa e i suoi luoghi nascosti e dimenticati.”

La Bibbia degli esploratori urbani. E per spiegare la filosofia del LCC, un anno fa Garrett ha pubblicato Explore Everything: Place-hacking the city. “Quello che gli esploratori urbani cercano è qualcosa che è enormemente negato a tutti noi nella vita di ogni giorno, specialmente nel Regno Unito, dove la vita quotidiana è stata spogliata da ogni tipo di avventura per creare un’esistenza pre-confezionata”, racconta Garrett, aggiungendo che il cuore del progetto degli esploratori urbani è “accedere a qualcosa di nuovo. Quindi decidiamo dove andare la prossima volta: c’è così tanto là fuori da scoprire“.