Nella giornata di ieri c’è stata una certa tensione in alcune piazze d’Italia. Un movimento apertamente omofobico, autonominatosi Sentinelle in piedi” [sic], che si batte contro l’uguaglianza dei diritti civili di tutti gli italiani, ha organizzato delle cosiddette “veglie” in pubblico.

L’immagine di queste veglie rimanda a memorie davvero tristi: poche persone in piedi, immobili, a distanza di due metri una dall’altra, in silenzio. Fanno finta di leggere un libro, a volte tenuto alla rovescia. Osservano un atteggiamento marziale. I volti segnati da una cattiveria senza un vero perché. Inquadrati in modo assai severo dal loro servizio d’ordine, che si muove a scatti nervosi, con tanto di pettorine colorate. Un servizio d’ordine che ha imposto loro il silenzio: le “sentinelle” non hanno diritto a parlare con chicchessia, soprattutto con la stampa. I giornalisti sono dunque costretti a passare per i portavoce ufficiali, dovendo così rinunciare al proprio diritto di cronaca. Ecco che questi omofobi a piedi possono essere descritti come manipoli di cittadini disposti a sospendere i propri diritti di libera espressione al fine di impedire ad altri il diritto alla felicità. Del resto, già il nome di “sentinelle” individua nei partecipanti dei soldati che si arruolano per difendere un avamposto e ammazzare il nemico, non certo per stabilire un dialogo.

Le organizzazioni che sostengono questo movimento, che naturalmente si autodefinisce apartitico, sono le solite dell’estremissima destra italiana: Forza Nuova, Militia Christi, alcuni movimenti di integralisti cattolici e islamici (come a Brescia) preoccupati che il matrimonio sia per tutti: ieri si battevano, soprattutto negli Stati Uniti, contro i matrimoni misti fra bianchi e neri, e giravano sotto i cappucci bianchi del Ku Klux Klan; oggi si battono a viso aperto contro il diritto di due persone adulte dello stesso sesso di sposarsi fra loro. Quindi, volendo essere ottimisti, c’è un certo progresso nel percorso dal Kkk agli omofobi a piedi: questi ci mettono la faccia.

Il dato che ne traggo è che il movimento di omofobi a piedi ha avuto un notevole successo mediatico, ma ha conseguito esattamente l’obiettivo opposto che si era posto. Infatti, in tutte le città sono sorte delle contro-manifestazioni, ora organizzate ora spontanee, da parte della cittadinanza più comune, quella che ritiene assurdo manifestare contro i diritti di qualcuno che quei diritti non li ha. Infatti, i gay italiani sono gli unici, in tutto il mondo occidentale, a non potersi ancora unire civilmente, né sposarsi, né adottare figli, neanche quando si tratta del figlio biologico del proprio partner, la cosiddetta “stepchild adoption“, che faremmo meglio a chiamare “adozione del figlio del mio coniuge” per capirci.

Ho visto sul web una serie di testimonianze video e fotografiche. Il documento più interessante viene da Napoli, dove la contromanifestazione della cittadinanza è stata più ricca di indignazione che altrove. Ma anche a Bologna e a Torino si è registrata una certa tensione, sebbene le sentinelle fossero meno di 50. Nel migliore dei casi, le poche “sentinelle” – ribattezzate “ventinelle” da Andrea Geloni, e “#cretinelle” da altri blogger – sono state circondate da girotondi di cittadini qualunque che le hanno prese in giro in modo ironico, come a Milano, a Bergamo, a Nuoro, ad Aosta. L’Oscar della presa in giro va però a un ragazzo di Bergamo, vestito da “Nazista dell’Illinois” che si è unito alla manifestazione delle “sentinelle” con un cartello che recitava: “I nazisti dell’Illinois stanno con le Sentinelle“. La Digos l’ha fermato per sospetta apologia di fascismo, con buona pace dei Blues Brothers.

I portavoce degli omofobi a piedi se la sono presa soprattutto contro il Ddl Scalfarotto. Un disegno di legge iper-criticato dalle associazioni per i diritti civili, perché è talmente prodotto di compromesso da arrivare al paradosso di garantire la possibilità per enti e associazioni di perorare l’omofobia. Però è ovvio che se il Ddl Scalfarotto diventa la parola d’ordine contro cui si scagliano questi branchi di integralisti religiosi, il risultato che se ne ha è che il Ddl Scalfarotto si trasforma all’improvviso in qualcosa di popolarissimo agli occhi di tutti gli altri. Insomma, siamo all’effetto World Gay Pride del 2000, quando una manifestazione difficile da organizzare e comunicare sulla stampa nazionale riuscì a guadagnarsi l’apertura di tutti i Tg e giornali dell’establishment italiano grazie all’opposizione che gli montò contro per mesi il Vaticano. Diventando così il miglior ufficio stampa del Pride stesso.

Pare proprio che gli oltranzisti cattolici italiani non imparino mai. Viene addirittura il sospetto ironico che dietro a tutta questa miserabile gazzarra ci sia dietro il deputato del Pd Ivan Scalfarotto. Che può giustamente sfregarsi le mani: da oggi il suo paradossale Ddl è passato da brutto anatroccolo a cigno. Missione compiuta, omofobi a piedi: ri-poso!