Uomini e donne che scendono in piazza, davanti a cattedrali e municipi, con un libro in mano. Sono operai, avvocati, insegnanti, impiegati, cattolici che protestano in silenzio contro il disegno di legge Scalfarotto sull’omofobia. Da Aosta a Palermo, passando per Milano, Napoli, Bologna e città più piccole, il movimento delle “Sentinelle in piedi” ha organizzato per il 5 ottobre cento veglie in altrettante piazze. Un’onda di protesta silenziosa ma visibile che attraversa il Paese “per la libertà d’espressione, per affermare – scrivono nel loro sito gli organizzatori – che il matrimonio è soltanto tra un uomo e una donna, che un bambino ha il diritto ad avere la sua mamma e il suo papà”.

Il progetto di Legge sulle unioni civili che il governo sta preparando e che vuole equiparare le persone dello stesso sesso a loro non piace. E contestano anche la magistratura che “a colpi di sentenze introduce le adozioni per le coppie omosessuali”. Parole scritte sul volantino di presentazione della manifestazione che fanno riferimento alla decisione del Tribunale di Roma che ha riconosciuto l’adozione di una bambina da parte della compagna della mamma. Per farsi sentire hanno scelto un modo di manifestare che richiama alla memoria le proteste in piazza Taksim a Istanbul, tutti in piedi in silenzio. Uno stile, dicono “le Sentinelle”, che non si sentono un movimento e tanto meno un’associazione. Ed in effetti non lo sono. Hanno solo una pagina Facebook, un sito e una mail. 

Il loro modello sono i “Veilleurs debout” francesi che si sono opposti alla Legge Taubira sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. Nel loro caso, la protesta è motivata dal disegno di legge Scalfarotto. “Lo hanno presentato – spiegano le sentinelle – come necessario per fermare atti di violenza e aggressione nei confronti di persone con tendenze omosessuali ma il testo è fortemente liberticida in quanto non specifica cosa si intende per omofobia lasciando al giudice la facoltà di distinguere tra un episodio di discriminazione e una semplice opinione. Con questa legge chiunque faccia riferimento ad un modello di famiglia fondato sull’unione tra un uomo e una donna o sia contrario all’adozione di bambini da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso, potrebbe essere denunciato e rischiare fino a un anno e sei mesi di carcere. Noi non accettiamo di non poter esprimere le nostre opinioni, per questo vegliamo”.

Una battaglia che qualcuno definisce da “ortodossi cattolici” eppure le “Sentinelle” si definiscono aconfessionali e tra loro sono spuntati anche i volti di musulmani nelle manifestazioni precedenti a quella di domenica. A Milano lo scorso anno erano riusciti a portare in piazza più di 500 persone così a Roma e a Torino il 29 marzo scorso. Veglie si erano tenute anche a Perugia, a Brescia, a Bergamo dove vi erano stati momenti di tensione con i centri sociali. Il 5 ottobre le “Sentinelle in piedi” si ripresenteranno nelle piazze italiane: nel capoluogo lombardo saranno in piazza XXV Aprile alle 11; a Napoli al quartiere Vomero alle 11,30; a Bologna in piazza San Francesco alle 17; a Modena in piazza Mazzini alle 18.