Impossibile immaginare tempistica più azzeccata, per celebrare il tortellino, se non il 4 ottobre; il giorno in cui i bolognesi festeggiano il loro santo patrono, Petronio. D’altro canto anche il tortellino è stato da tempo insignito di un’aura che rasenta la sacralità. In ogni famiglia felsinea amante della buona tavola, la ricetta per il ripieno e la pasta del tortellino sono qualcosa che si tramanda di generazione in generazione; arriva sempre il tempo in cui l’anziano erudisce il giovane sull’arte del tortellino, un rito d’iniziazione che fa della cucina il suo tempio. “Non esiste La Ricetta del Tortellino, esistono diverse ricette del tortellino; ogni famiglia ha la sua” afferma senza dubbi Mario Ferrara, chef di Scacco Matto e vicepresidente dell’associazione TOur-tlen.

E proprio sulle molteplici declinazioni del tortellino si giocherà la giornata del 4 ottobre. Gli artisti della buona tavola impiatteranno un’ampia gamma di creazioni; dal tortellino tradizionale, in brodo di gallina o cappone, sino al più fantasioso, con ripieno di baccalà, olive, razza, acciughe o verdure. Le variazioni avranno la libertà di spaziare lontano, purché rispettose del tema: la sfoglia dovrà essere rigorosamente tirata con il mattarello e la forma dovrà rispettare quella del tortellino tradizionale. Venti saranno le diverse tipologie di tortellino, tanti quanti saranno gli artisti della buona tavola – di cui sedici aderenti all’associazione e quattro ospiti. Le creazioni avranno degne compagne nelle bottiglie del Consorzio Vini Colli Bolognesi. Apoteosi finale: torta di riso di Gino Fabbri, tra i più rinomati mastri pasticcieri a livello internazionale, e gelato al gorgonzola e noci con sorbetto di pera di Cremeria Scirocco.

L’associazione tOur-tlen, dal Febbraio 2013, ha conquistato sempre più il favore di cittadinanza e istituzioni. Non solo grazie alla capacità di comunicare, attraverso ad un format accattivante e coinvolgente, una delle grandi eccellenze gastronomiche di Bologna, ma anche per merito del suo carattere niente affatto elitario: chiunque, purché capace professionista, può associarvisi. “Un progetto importante non solo perché fa parte del programma Bologna Città del Cibo, ma anche perchè rientra tra le tappe di avvicinamento della nostra città all’Expo” sottolinea l’Assessore all’Economia del Comune di Bologna, Matteo Lepore. Un progetto che sa dialogare col tessuto cittadino e allo stesso tempo guardare al futuro: “Nel 2015 vorremmo portare le eccellenze regionali della pasta fresca in città, obiettivo: far diventare Bologna la capitale della pasta fresca dal 2016” annuncia Ferrara. Che la formula funzioni è attestato anche dalle ricadute pop dell’evento: Lucia Antonelli, chef de La Taverna del Cacciatore nonché vincitrice dell’edizione speciale (prevedeva la sfida coi cugini modenesi), questo giovedì sarà ospite all’interno della rubrica Il Campanile Italiano de La Prova del Cuoco e a breve pubblicherà per Minerva il ricettario ‘Cucina di frontiera. Ricette di montagna e di tradizione’. “Il Festival ha permesso di far conoscere la mia cucina anche al di là del tortellino. Senza, né la Prova del cuoco né il libro di ricette sarebbero mai arrivati”, dichiara la chef di Castiglion dei Pepoli.

La prossima edizione si caratterizza anche per l’attenzione verso la mobilità sostenibile. L’Associazione Vitruvio ha ideato un bicibus che porta turisti e bolognesi dalla Fontana del Nettuno a Piazza de Mello. Le comitive partiranno, dalle 11:00, ogni trenta minuti. Durante il tragitto Onorina Pirazzoli, celebre sdaura bolognese, divertirà i ciclisti con uno spettacolo comico sulla genesi del ‘blìguel‘, l’ombelico di Venere. Chi sceglierà il bicibus, giunto a destinazione, eviterà la fila alle casse per il ritiro del ticket e avrà la possibilità di vincere una mattinata nella cucina di uno chef, due lezioni di pasticceria o una visita guidata ad una cantina del Consorzio. Possibilità che avrà anche chi arrivando autonomamente in loco deciderà il pacchetto da cinque assaggi alla cifra di 15 euro (con bicibus euro 18). I singoli assaggi costeranno 3,50 euro l’uno mentre il vino 2 euro a calice; stesa cifra per sorbetto e dolce. Sarà possibile anche acquistare t-shirts, oggetti hand made e una spilletta-tortellino creata per l’occasione. Il ricavato dei gadgets, e parte dei proventi dell’intero evento, verrà devoluto all’Hospice Seragnoli.