Antonio Conte è il nuovo commissario tecnico della nazionale italiana. Grazie ai soldi della Puma. La trattativa tra la Figc e l’ex allenatore della Juventus, partita ufficialmente martedì mattina con una telefonata del nuovo presidente Carlo Tavecchio, è arrivata a conclusione nel pomeriggio del 14 agosto. L’allenatore salentino verrà soddisfatto da tutti i punti di vista. Sotto il profilo tecnico, il nuovo presidente della Figc gli ha garantito la possibilità di non essere un semplice selezionatore, ma di diventare un vero e proprio manager della nazionale.

Conte, che ama il lavoro sul campo e il contatto stretto con i giocatori, avrà una delega di coordinatore di tutte le squadre (dalle giovanili alla maggiore) e potrà organizzare stage e ritiri durante l’anno, senza diktat e intromissioni da parte dei club. Le stesse richieste che aveva avanzato Cesare Prandelli al momento del rinnovo, e per cui – curiosamente – lo scorso marzo aveva battibeccato proprio con Conte, all’epoca sulla panchina della Juve. Ora i ruoli si sono invertiti. E Tavecchio gli concederà carta bianca: sa che il momento è delicato, e che ha bisogno di un grande nome per risollevare le sorti della nazionale (e anche la sua immagina agli occhi dell’opinione pubblica).

Alla fine l’ostacolo principale si è rivelato quello di natura economica. Da una parte Conte, pur disposto a fare qualche sacrificio per sedere sulla panchina più prestigiosa del Paese, non voleva rinunciare al suo status di “top allenatore”, che prevede uno stipendio superiore ai tre milioni di euro l’anno (alla Juve ne prendeva quasi quattro). Dall’altra la Federazione aveva e ha un budget piuttosto limitato, che non può superare il milione e mezzo di euro messo a bilancio con l’ultimo contratto di Prandelli (su cui già c’erano state molte polemiche). Per colmare il gap tra domanda ed offerta sarà decisivo l’intervento della Puma.

L’idea nei corridoi di via Allegri è venuta qualche giorno fa: chiedere uno sforzo allo sponsor tecnico della nazionale (che con la Federazione ha un contratto in essere fino al 2018) per accaparrarsi il miglior allenatore sulla piazza. E così sarà. La multinazionale tedesca contribuirà in prima persona all’ingaggio dell’ex tecnico bianconero. La conferma è arrivata direttamente dalla diretta interessata: “La Puma è determinata a supportare la Figc come tutte le altre federazioni con cui ha una partnership. Puma supporterà in ogni decisione che prenderà la federazione italiana sul nuovo allenatore. Il nostro obiettivo è avere successo insieme”, si legge in un comunicato pubblicato in giornata.

Nelle poche righe (prudenti ma sufficientemente chiare) non si parla di cifre. La Puma farà un investimento importante su Conte (circa due milioni di euro l’anno, per arrivare ad uno stipendio di 3,5 milioni netti l’anno), ma certo non disinteressato: un’Italia di nuovo al vertice grazie al tecnico leccese, di cui sfruttare i diritti d’immagine, garantirebbe un ritorno economico non trascurabile. L’azienda potrebbe così proiettarsi nell’Olimpo degli sponsor tecnici internazionali, dove attualmente è terza ma staccata rispetto ai colossi Nike e Adidas (che agli ultimi Mondiali potevano vantare rispettivamente dieci e otto nazionali; Puma anche ne ha otto, ma quasi tutte di medio-basso livello, Italia a parte).

Un’ulteriore conferma è arrivata anche da Andrea Abodi (in procinto, secondo le ultime indiscrezioni, di diventare vicepresidente federale): “Il costo di Conte va visto come investimento. Se fa guadagnare alla Figc più risorse è un fatto non marginale. Il concorso degli sponsor succede già in altri paesi con successo”, ha spiegato il numero uno della Lega Serie B. E quando gli viene fatto notare che Puma potrebbe diventare “invadente” – visto che è lo sponsor di Mario Balotelli – Abodi ribatte: “Noi italiani siamo diffidenti. Conte non è tipo che metterebbe a repentaglio il risultato per piegarsi”.

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