La proposta di revisione del Titolo V della Costituzione avanzata dal governo minaccia molto concretamente gli assetti democratici del nostro Paese, rendendo possibile lo smantellamento dei servizi e del welfare. Lo Stato, in conseguenza del riordino delle competenze legislative, potrà erodere la competenza delle Regioni e diventare titolare delle scelte sull’ordinamento locale, sui beni culturali e paesaggistici, sulle attività culturali, sul turismo, sull’energia, sul governo del territorio, sulle infrastrutture strategiche. Le Regioni non potranno più legiferare né fare opera di sbarramento alla realizzazione di progetti che finora sono stati contrastati dalle collettività locali, in un’appassionata difesa delle risorse naturali. Si parla di impianti petroliferi, di grandi opere, di infrastrutture strategiche.

“Siamo di fronte a un assalto da parte di multinazionali italiane e straniere nel campo energetico che mirano alle acque dello Ionio per effettuare ricerche di idrocarburi” dicono i responsabili del movimento NoTriv. Ma, soprattutto, siamo di fronte a un attentato alla costituzione, visto che la revisione del Titolo V riporterebbe nelle mani dello Stato materie oggi di competenza degli enti locali, con il risultato di togliere voce alle associazioni e ai partiti.

Di questi argomenti si discuterà oggi e domani a Crotone, nel corso dell’appuntamento annuale con il Coordinamento No Triv. Titolo dell’incontro di quest’anno: “Difesa dei Beni Comuni e revisione della Costituzione”.

La petrolizzazione del mare calabrese, la gigantesca frana marina scoperta nello Ionio, lo smantellamento di 5.000 km di rete ferroviaria nazionale (400 dei quali riguardanti la linea ionica), costituiranno il centro dei lavori.

Nella città dove Pitagora fondò la sua scuola – una città divenuta simbolo della lotta al consumo del territorio agito da fabbriche la cui costante opera di inquinamento ha causato la morte di decine di persone – si incontreranno delegazioni di numerosi movimenti provenienti da tutta Italia, come “A Sud”  e “Italia nostra”, ma anche dalla Grecia e dalla Spagna, con l’obiettivo di parlare non solo di trivellazioni, ma di acqua, salute, infrastrutture e tutto quel patrimonio essenziale per la vita dei cittadini che oggi è soggetto a un attacco senza precedenti. 

Enzo Di Salvatore, cofondatore del movimento No triv e docente di Diritto costituzionale, parlerà dell’allarme suscitato dalla riforma della Carta Costituzionale, il cui disegno di legge è stato approvato a marzo, mentre Domenico Gattuso, direttore del Laboratorio di logistica presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, parlerà del progressivo smantellamento della  linea ferroviaria. 

L’incontro ha anche lo scopo di organizzare una grande manifestazione nazionale per il prossimo autunno, contro le “grandi opere” e in favore dei “beni comuni”, in collaborazione con movimenti come No TTIP, No Carbone, No Enel, No Grandi Navi, No Tav, No Nuke, No Muos, No Tap, Rifiuti Zero Combustione Zero, Forum Nazionale per l’Acqua Pubblica.

Perché l’acqua pubblica, la tutela dell’aria e del suolo, la libera possibilità di spostamento, sono diritti inalienabili, senza i quali qualsiasi pretesa di democrazia non è che una farsa.