L’Onda Pride 2014 è passata ed oltre a una giornata di festa, quella della parata dell’orgoglio omosessuale di sabato, ed a una settimana di incontri, dibattiti e approfondimenti, sul campo è rimasta la “clamorosa” decisione del pattuglione berlusconiano di appoggiare la causa a favore dei diritti per le coppie omosessuali.

Voglio subito esprimere un mio giudizio dicendo che vedo con estremo scetticismo questi tardivi ripensamenti. Ma non li voglio derubricare secondo il principio di mere iniziative pre-elettoriali di una forza politica oramai in cronica difficoltà. Quello che spero è che alla base ci sia un sincero interesse.

Detto questo, più che altro temo le conseguenze che potrebbe avere l’ingresso nel dibattito sul varo di una legge che introduca anche in Italia il matrimonio omosessuale, di forze tradizionalmente moderate e per niente progressiste. Temo per l’assoluta equiparazione di un’unione gay (o anche eterosessuale) col matrimonio tradizionale, per i dubbi che da sempre ha espresso la Chiesa; ma soprattutto temo per l’introduzione di un diritto all’adozione anche per le coppie frutto delle Unioni civili, in una forma tradizionale o secondo il principio della cosiddetta “stepchild adoption”: un bambino “frutto” biologico di uno solo dei membri della coppia gay, potrà essere adottato dall’altro per diventare a tutti gli effetti figlio di entrambi. Che pensa il pattuglione berlusconiano di tutto questo?   

Francesca-PascaleMa andiamo con ordine. Facendosi forza dalle affermazioni della sua giovane compagna Francesca Pascale di un paio di settimane fa, che in un’intervista al Corriere della sera aveva dichiarato: “Lo dico da cristiana, da cattolica, da donna che vive nella condizione di coppia di fatto: sì alle unioni civili, sì al rispetto per la libertà individuale”; prendendo poi spunto dall’iscrizione della Pascale stessa e del direttore del Giornale, Vittorio Feltri, all’Arcigay, Silvio Berlusconi ha deciso di scendere in campo a favore dei diritti degli omosessuali.

“Quella per i diritti civili degli omosessuali è una battaglia che in un paese davvero moderno e democratico dovrebbe essere un impegno di tutti” ha affermato il presidente di Forza Italia nell’incipit di una nota ufficiale, dove di seguito si poteva leggere: “Da liberale ritengo che attraverso un confronto ampio e approfondito si possa raggiungere un traguardo ragionevole di giustizia e di civiltà”. Un bel passo avanti per una persona che qualche anno fa certamente non la pensava in questo modo. La redazione del fattoquotidiano.it ha fatto bene a ricordare che il leader di Fi nel novembre 2010, intervenendo sul caso Ruby, aveva detto: “Meglio appassionarsi alle belle ragazze che essere gay”.

Quale sincero ripensamento può aver mai interessato una persona che ha fatto dichiarazioni del genere? Del resto in Forza Italia, non tutti sembrano pensarla con l’entusiasmo dell’ex Cavaliere: Maurizio Gasparri, per fare un esempio, ha voluto ribadire che “bisogna rispettare i diritti e evitare discriminazioni. Ma resto convinto che matrimoni gay e adozioni da parte di coppie gay siano una scelta sbagliata che non condivido. Oggi, come ieri”.

Ed eccoci tornare ai dubbi che sopra esponevo. A questo punto propongo alla coppia Pascale – Berlusconi di tornare piuttosto ad occuparsi delle ambasce che stanno riguardano il loro cagnolino Dudù (attacco di acari e quant’altro), magari chiedendo pure l’aiuto del direttore Feltri, piuttosto che dedicarsi a temi sui quali non vedo minimamente una sintonia tra pensieri, dichiarazioni e azioni.