Le protagoniste di Brasile 2014 hanno ballato. Dall’A di Algeria alla U degli Usa le abbiamo viste tutte in pista. Sorprese, delusioni, pareggi come quello dell’Iran che valgono una vittoria. Sorrisi e capitomboli: è il momento di un primissimo bilancio. Tra top e flop del primo giro di partite, qualcosa il Mondiale ha già detto. Per esempio che gli attacchi sono prolifici e che le ballerine più attese, di samba e di flamenco, sono quelle che finora hanno faticato di più. Mentre se la passano meglio tangheri argentini e schuhplatter tedeschi. Ecco le quattro migliori e peggiori del primo turno dei gironi.

I PEGGIORI

SPAGNA – I cinque gol subiti sono la conseguenza, non la causa. Le crepe vociferate alla vigilia sono diventate una voragine che rischia d’inghiottire i campioni del mondo: gambe pesanti, il peggior Casillas della storia e una fragilità mentale sconosciuta. Oggi è già dentro-fuori con il Cile ma non è detto che basti una vittoria per ridare il ruolo di protagonista alle Furie Rosse. Il -4 di differenza reti incassato nei 90 minuti contro l’Olanda è un fardello forse mortale. Per prendersi la scena, gli uomini di Del Bosque devono portare a casa 6 punti, segnando tanto e subendo poco.

PORTOGALLO – E’ indubbio che le aspettative sui lusitani siano alte non per la forza del collettivo quanto per la presenza di Cristiano Ronaldo. Però parliamo comunque di una squadra che negli ultimi due Europei è arrivata alle semifinali e non ha sfigurato ai mondiali (nel 2006 ha sfiorato la finale contro l’Italia e nel 2010 ha chiuso agli ottavi). Insomma, la Germania non avrebbe dovuto tagliarlo con un grissino. Non c’entrano solo i 4 gol subiti, frutto anche di un match affrontano in dieci uomini per quasi un’ora: in parità numerica, chi aveva visto il Portogallo impensierire Neuer?

URUGUAY – Passa in vantaggio e si fa rimontare dal Costa Rica, da rispettare certo ma pur sempre il Costa Rica. Già nelle apparizioni pre-mondiale la Celeste non aveva convinto, l’esordio ha confermato le sensazioni della vigilia. Tabarez ha in mano una rosa incompiuta, alla ricerca di un’identità precisa da trovare in fretta. La qualità del girone è da sirena rossa: i 3 punti da rapinare al Costa Rica erano stati messi in programma da tutti. I sudamericani sono i primi a ritrovarsi a tasche vuote. Contro il duo anglo-italiano anche un mezzo passo falso potrebbe essere fatale.

RUSSIA – Pareggino striminzito e in rimonta contro la Corea del Sud, non esattamente una big per usare un eufemismo. La vittoria del Belgio mette subito in difficoltà gli uomini di Capello in un girone che più abbordabile non si può. Il tecnico friulano costa 8 milioni di euro l’anno alla Federazione russa. Soldi che devono valere almeno gli ottavi, visto che la squadra non è fenomenale ma l’allenatore sì (contratto compreso). Nel 2018 si gioca a Mosca e ‘dintorni’, il cartellino da visita passa anche dal Brasile. Il mezzo passo falso non è la miglior presentazione. Da rivedere.

I MIGLIORI

GERMANIA – Al momento è sopra tutte le altre. Conferma le attese della vigilia, anzi va oltre strapazzando il Portogallo. Blocco Bayern e palleggio, più Muller falso nueve: indizi che il tiki taka non è morto ma ha solo cambiato indirizzo? Loew ha in mano un carro armato e indossa l’elmetto. Il panzer avanza, con l’assenso del generale Merkel in tribuna. E contro il Portogallo ha messo in chiaro di non avere pietà. Tripla A e venti di guerra soffiano sulle incertezze del Brasile.

OLANDA – La manita agli spagnoli: gioventù fresca e spavalda, più quei tre ‘genio e pragmatismo’ davanti. Hanno probabilmente scritto la vittoria con più gol all’attivo del Mondiale, hanno segnato una rete candidata a essere eletta come la più bella della Coppa, hanno certificato che la Spagna non è più quella di prima. Sono decisamente ‘più’ di tante altre. Non è Arancia Meccanica ma aver infierito così sulle Furie Rosse (di vergogna) è l’indizio di una squadra spietata.

COSTARICA – Chi? Quella che dimostra come un undici possa reggersi su portiere e attaccante per raggiungere obiettivi da minimo sindacale. La squadra di Pinto è un passo avanti e può contare sui guantoni di Navas e sullo sfondaguantoni Joel Campbell per continuare a sorridere. Il ct si dice sicuro che del passaggio agli ottavi come a Italia ’90. Azzurri permettendo, ovviamente, e lo scopriremo venerdì. Il motto della nazione è ‘Pura vida!’ che suona un po’ come lo swahili hakuna matata. Senza pensieri, il loro Mondiale sarà.

ARGENTINA – Il quarto posto tra ‘I migliori’ lo meritava la Francia? Andateci voi a giocare la prima partita al Maracanà. Certo, dovrebbe essere l’Argentina che supporta Messi, ma dopo i primi 90 minuti è più che altro Messi a fare l’Argentina. Il gol è da antologia, il resto della squadra meno. Però non temono d’esagerare, sono sfrontati, arrivano a giocare anche con quattro uomini davanti (compreso Di Maria). In più hanno tanti tifosi al seguito. Sentirsi a casa in Brasile è un valore aggiunto, che si sbloccasse subito l’asso del Barcellona non era scontato. Faranno strada.

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