Così tuonerebbero ai giorni nostri il principe Antonio “Totò” De Curtis e Alessandro Manzoni. Perché se ieri erano Attori, Cantanti, Calciatori e professionisti del Poker, oggi sono loro, gli Chef stellati, le vere star della tv.

È stato un attimo. Da professionisti dei fornelli, negli ultimi anni sono improvvisamente diventati noti, talvolta famosi, veri idoli dei teledipendenti, dai 5 ai 95 anni, senza distinzione di sesso o credo politico. In realtà i lungimiranti makers della tv hanno intercettato (o forse condizionato?) la tendenza dei telespettatori e hanno cominciato a mandare in onda “la qualunque” sul cibo. Reality, game show, tutorial, e via così, di ricetta in ricetta, passando da Rai a Mediaset, da Cielo a Sky, da La7 a Real Time, ma solo per citarne alcuni, surclassando testate specializzate come il Gambero Rosso Channel.

Chi sono? I loro nomi sono Carlo Cracco, Giorgio Barbieri, Simone Rugiati, Antonio Cannavacciuolo, Davide Scabin e tanti altri – che in alcuni casi non sono neanche chef e l’italiano lo masticano davvero male – che fanno i “cattivi” in tv verso aspiranti e semi professionisti della cucina. Faccia da duri, talvolta bellocci, modi bruschi, parole in libertà e il metodo, il più delle volte, è sempre lo stesso: insulti verso il poverino di turno che, puntualmente, viene mortificato in diretta nazionale. Altro che 5 minuti di notorietà. Qui si tratta di pubblico ludibrio, di gogna mediatica (metodo Boffo?), manca solo la garrota (e non carota). La domanda sorge spontanea: perché lo fanno gli uni (gli chef) e gli altri (le vittime)? I primi, forse, per spirito di emulazioni dei colleghi stranieri famosi come Gordon Ramsey che nei programmi di cucina oltreoceano urla, insulta e quasi aggredisce i concorrenti e lo share sale, sale, sale e si aggiunge anche pepe (quanto basta) alla competizione. E lauti guadagni. Come se non bastassero i vari milioni “guadagnati” da qualcuno facendo la cresta sulle mance dei camerieri o dalle pubblicità a servizio di prodotti industriali… tutto il contrario della sana dieta mediterranea. Ma questa è un’altra storia… e anche un po’ indigesta. Gli altri, invece, si prestano dimessamente nella speranza di raccogliere qualche briciola di notorietà o di coronare il sogno di una vita.

Ma dove sono, invece, i magnifici della cucina italiana che le 3 stelle Michelin, in Italia, le hanno conquistate? Heinz Beck, Niko Romito, Massimo Bottura, Enrico Crippa, Chicco Cerea, Nadia Santini, Annie Feolde e Italo Bassi, Raffaele e Massimiliano Alajmo sono esempi di coerenza e professionalità, di impegno e determinazione, che si dedicano alla cucina, quella vera… Ai posteri l’ardua sentenza…