”L’Europa si trova di fronte a un bivio tra una crescita asfittica e una velocità diversa. La differenza è nelle mani dei policy makers europei e, in particolare, del governo italiano”. Parola del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che – intervenendo al Forum Pa – si è detto “convinto che la presidenza italiana della Ue saprà dare una svolta”. Il riferimento è al secondo semestre di quest’anno, che vedrà il governo di Matteo Renzi presiedere il Consiglio dell’Unione. “Le elezioni europee hanno confermato lo stato di grande disagio dell’Europa, visto il numero di disoccupati che non accenna a diminuire”, ha riconosciuto Padoan. Ma in questo contesto l’Italia “può e deve giocare un grande ruolo per cambiare lo stato delle cose”. Il titolare del Tesoro ha poi raccontato di aver “ricevuto dai colleghi europei l’incoraggiamento a usare il semestre europeo di presidenza italiana per mettere al centro la crescita e l’occupazione al di là delle ideologie. Spero e sono convinto che la presidenza italiana sia un’occasione di svolta e di cambiamento di enfasi e focus: crescita e occupazione devono essere al centro del dibattito di politica economica europea”. La lotta alla disoccupazione “non è la prossima priorità, è l’attuale”, ha detto poi commentando il rapporto Istat

La prima mossa potrebbe riguardare un allentamento dei paletti imposti alle finanze pubbliche: “Stiamo valutando con i colleghi europei misure di vario tipo che ottengano il meglio nello sforzo di riforma strutturale per il consolidamento di bilancio e diano più spazio a investimenti pubblici e privati con strumenti di tipo finanziario”. Il nostro paese, ha insistito Padoan, ha “tutte le carte in regola, in termini di consolidamento fiscale, di riforme strutturali e di proposte, per porsi obiettivi importanti. E’ un grande paese fondatore e come dice sempre il presidente del Consiglio va in Europa non per chiedere ma per dire cosa bisogna fare insieme”. “La crescita stenta ma si rafforzerà” e “le misure adottate avranno un impatto positivo che pensiamo di vedere nei numeri con intensità crescente nei prossimi mesi”.

Padoan ha parlato anche dei conti pubblici italiani, dicendo che “continuano a migliorare” e “abbiamo un sistema che è tra i più sostenibili della zona euro”. Il debito “è aumentato”, ha riconosciuto, ma “per motivi contingenti legati al pagamento dei debiti della Pa (24 miliardi già versati, ndr) e alle risorse per il fondo salva-Stati”, ma “tornerà a scendere il prossimo anno”. Sui conti peserà però anche l’anticipazione (“nell’ambito delle risorse disponibili”, ha chiarito Padoan) che lo Stato dovrà versare ai Comuni che usufruiscono della proroga della Tasi al 16 ottobre. Il decreto per il rinvio del pagamento “arriverà nei prossimi giorni”.

Parlando delle riforme, infine, Padoan ha evidenziato che quella della Pubblica amministrazione “è essenziale” perché anche le altre “si traducano in buoni risultati e servizi migliori per i cittadini”. Dunque “il lavoro della Madia è fondamentale e lo sosteniamo”. Le riforme vanno fatte “non solo perché la mitica Bruxelles ce lo chiede ma perché è nell’interesse di tutti noi farle. La vera crescita non passa per scorciatoie ma per misure strutturali”.