Che strano questo yogurt! C’è una striscia di cartone che ricopre il bicchiere di pet riciclabile al 100%. Una linguetta poi agevola la sua rimozione per poter buttare tra la carta e l’involucro nel bidone della plastica. Quanta cura nei produttori? Ti chiedi. No…non è soltanto cura. E’ la regola. O produci così o non vai negli scaffali. Allora anche i tedeschi si adeguano e esportano solo yogurt confezionati in questo modo o in bicchieri di vetro. Fuori dall’area casse dei supermercati, vi sono tutti i contenitori per la differenziata più spinta del mondo. In teoria puoi tornare a casa solo con il prodotto senza alcun involucro.

In Svizzera escono dal supermercato persone con buste leggere, ma non per la crisi. La maggior parte degli involucri li lasci comodamente nel supermercato, altri li differenzi a casa e dopo il consumo ciò che resta puoi portarlo nei centri raccolta-isole ecologiche. La carta a casa la leghi in pacchettini con corda riciclabile. In determinati giorni vedi questi pacchetti di carta ordinatamente giacenti ai lati del portone. Le prime volte mi chiedevo cos’erano, poi mi sono specializzato nel legarli…sembrano pacchi dono…ed in pratica lo sono. Sono il dono che fai a te stesso, perché non paghi lo smaltimento nei sacchi, ed ai tuoi figli perché più carta si ricicla meno boschi distruggi. Insomma l’arte dell’inventare politiche intelligenti sui rifiuti è l’arte di donare futuro.

In Italia questo non si capisce. Sono pochi i comuni con numeri importanti sulla differenziata, sono molti i business che crescono nel settore. Affari luridi dove lo sporco non è nei rifiuti, ma nei progetti delle cricche che si formano all’ombra di queste emergenze volute. I territori sono sempre investiti di progetti riguardanti discariche, termovalorizzatori e gare d’appalto per affidare la differenziata a privati senza scrupoli. Poi ci sono gli affari nel biogas e quelli dell’esportazione all’estero dei rifiuti. I termovalorizzatori sono i progetti più ghiotti: tangenti nella fase acquisizione terreni, tangenti nella gara d’appalto per la costruzione, tangenti nell’affidamento lavori, tangenti nella predisposizione degli organici. Expo 2015 docet. I cittadini, i produttori, non hanno regole ferree da seguire e quindi inconsapevolmente si rendono complici del malaffare. La politica sui rifiuti di un Paese oggi ne individua il tasso di trasparenza e legalità. La Svizzera da decenni sperimenta ed applica i sistemi più innovativi e comodi. Eppure tutto e in mano al pubblico…ai comuni che producono i famosi sacchetti a pagamento che si rompono se si supera il peso consentito. Questi sacchetti sono le uniche tasse che il cittadino deve pagare e che può azzerare attraverso poche ore settimanali di attenzione alle regole e di organizzazione personale.

Nella mia città pugliese ridotta ad un misero 13% di differenziata, sperimentano sistemi di raccolta differenziata con kit e bidoncini colorati che neanche nei paesi più arretrati si usano più. Sistemi devastanti per l’estetica e la bellezza dei luoghi che sono l’unica ricchezza posseduta da secoli. Tagliano e scavano le strade in continuazione, per passare due cavi o tubi, e non si sono mai chiesti se non era il caso di interrare i contenitori dei rifiuti come ormai accade in tutti i paesi evoluti. Costringono i residenti a tenere nei portoni contenitori puzzolenti, creando un odio psicologico verso la differenziata. Devastano la bellezza con la sciatteria e l’ignoranza dei tecnici addetti. Intanto un’isola, molto più estesa della Svizzera e che presto raggiungerà la grandezza di un continente, vaga negli oceani spinta dalle correnti. E’ una grande distesa di bottiglie di plastica e rifiuti non biodegradabili che ci accompagnerà chissà per quanti secoli. Un continente di goretex e vari derivati indistruttibili. Un continente ulteriore poi lo abbiamo interrato. Due luoghi grandi ed estesi come le Americhe. Le chiameremo: Futura? Sono i derivati creati da politici, manager e tecnici che fino ad oggi ci siamo meritati. Le chiameremo Futura, e non saranno doni.

di Massimo Pillera