Costanza Miriano, giornalista e scrittrice – suo l’inquietante titolo Sposati e sii sottomessa – è stata recentemente invitata alla Luiss Guido Carli per il convegno Secolarizzazione. La famiglia nel politeismo dei valori. L’incontro, previsto per il 6 maggio, è stato poi rimandato generando non poche polemiche. L’autrice si è lamentata di “incredibile maleducazione” da parte degli organizzatori e ha tirato in ballo tentativi di censura da parte delle organizzazioni Lgbt, ree di avere imposto un diktat prima per rubarle la scena, poi per estrometterla del tutto dall’incontro.

Tuttavia dai comunicati ufficiali delle associazioni studentesche coinvolte, emerge un’altra verità. Dichiara LiberaLuiss, che ha organizzato l’evento: “Una volta a conoscenza della conferenza in programma, l’associazione studentesca Luiss Arcobaleno, nella persona del suo presidente Edoardo Messineo, ci ha chiesto di poter aprire una tavola rotonda nella seconda parte della conferenza, così da poter ottenere un confronto sui temi della famiglia anche con la dott.ssa Miriano […] la quale però si è fermamente opposta a questo confronto. Purtroppo, ci sentiamo di aggiungere”. Nessun diktat e nessuna censura. Solo un tentativo di confronto di fronte a un ospite le cui idee potrebbero essere definite, sic et simpliciter, come medievali.

A tale proposito, Miriano sempre dalle colonne del suo sito – dichiara di non riuscire a capacitarsi di alcune questioni. Innanzi tutto respinge le accuse di omofobia che le vengono mosse. Lei di omosessualità non ne sa nulla, le basta solo quello che dice la chiesa (che però dipinge le persone Lgbt come soggetti depravati). Quindi afferma che sarebbe andata a parlare di famiglia e dell’inevitabilità della presenza di un padre e di una madre all’interno del nucleo familiare. Cosa c’è di lesivo in tutto questo?

Adesso, poiché questa gentile e garbata signora non riesce a comprendere le ragioni per cui il suo pensiero può risultare offensivo, cercherò di proporle un elenco di considerazioni di cui spero vorrà fare tesoro.

1. Sostenere che c’è famiglia solo in presenza di un padre e una madre è irrispettoso per tutte quelle realtà alternative e che aumentano sempre di più nel nostro paese. E non parlo solo di coppie dello stesso sesso, ma anche di famiglie monoparentali e di famiglie ricomposte.

2. Dichiarare di non essere omofobi quando poi pubblicamente si inneggia alle leggi antigay di Putin – da lei per altro definito uomo dell’anno – porrebbe chiunque in allarme, in un consesso civile.

3. La giornalista accusa di arroganza le associazioni Lgbt, poiché ogni qual volta si parla di famiglia pretendono di dire la loro. In verità, più che arroganza, si chiama democrazia. Ed escludere dal concetto di famiglia quelle persone che mettono in piedi progetti affettivi, pagano le tasse, condividono un tetto e pensano alla prole, è un atto di violenza. Basta vedere quello che succede nei paesi più avanzati rispetto al nostro per capire di cosa stiamo parlando.

4. Non si comprende ancora come mai chi sostiene la retrocessione della figura femminile nel contesto sociale contemporaneo abbia poi questa esigenza di primeggiare senza contraddittorio, per di più. Una maggiore coerenza farebbe bene alla sua credibilità.

5. Fa specie, infine, notare come il fronte degli omofobi (e delle omofobe) pretenda contraddittorio quando si deve parlare di uguaglianza delle persone Lgbt – come se la diseguaglianza e le discriminazioni avessero lo stesso valore dei principi della democrazia – ma poi teme il confronto sul proprio territorio ideologico. Bizzarro, oserei dire.

Sia ben chiaro: nessuno pretende che due eterosessuali smettano di esser tali, che non si sposino e facciano figli, ma il concetto di famiglia è cambiato e Luiss Arcobaleno voleva dar voce, democraticamente attraverso il dibattito e solo dopo la conferenza, anche alle nuove realtà. Costanza Miriano ha avuto paura del confronto, ha montato il caso mediatico e l’ha infarcito di inesattezze per poi lamentarsi di esser stata discriminata. Non vorremmo pensare che la forza della fede di questa signora non è poi così robusta come vorrebbe farci credere se è costretta a ricorrere a questi mezzucci per sperare di ottenere ragione.