A volte, e sempre in base a dei numeri, in questo blog si difende la costruzione di nuove strade. Ma gli articoli di lunedì 14 apparsi su Il Fatto Quotidiano mettono in evidenza un fenomeno originale: le finte autostrade nuove. Per di più dove non servono. Costano pochissimo allo Stato, ma costeranno tantissimo a chi viaggia.

Le due finte autostrade nuove sono la Mestre-Orte e la Grosseto-Civitavecchia.

Iniziamo dalla prima: la parte di pianura oggi non esiste, ma non sembra che la viabilità ordinaria attuale tra Mestre e Cesena (inizio della tratta appenninica) sia particolarmente congestionata o priva di alternative, dato il perdurante calo dei traffici stradali in tutto il paese. La parte collinare successiva esiste già, è a 4 corsie, ed è oggettivamente pericolosa (non ha corsie di emergenza). Ma si dà il caso che sia gratuita, cioè già pagata da decenni dagli utenti con le tasse sui carburanti. Adesso dovranno pagare anche quasi 8 miliardi in pedaggi (lo Stato ci mette meno del 20% in sconti fiscali).

Si dichiara che questo salasso in gran parte serve per aumentare la sicurezza della tratta appenninica. Ma chi ha valutato la possibilità di interventi parziali di messa in sicurezza, per costi molto inferiori? E/o di limiti di velocità più severi in alcune tratte? O di divieto di sorpasso per i camion pesanti, sempre in alcune tratte? Certo gli utenti non sono stati consultati, né sono state fatte analisi economiche e funzionali di soluzioni alternative (chissà, ci potevano essere delle sorprese sgradite…). In nome della sicurezza tutto è lecito (o in nome dell’ambiente, per le ferrovie), soprattutto fare pagare a qualcun altro. Magari un domani rifaranno l’intera rete autostradale “all’americana”, con un avvallamento tra i sensi di marcia di una ventina di metri, sempre per sicurezza.

Poi si ricorda che gli eventuali fenomeni di congestione, anche futuri, sono sempre limitati al traffico di breve percorrenza, che è il 75% del totale. Ma chiaramente l’obiettivo qui è far pagare quello che era gratuito, e già ammortizzato dieci volte. Nessuno protesterà, l’utenza stradale non si organizza mai, paga e tace.

Molto simile il caso della Grosseto – Civitavecchia. Anche qui, nessun problema di traffico per gran parte dell’anno, se non per una tratta non raddoppiata di 23km circa. Ci sono una serie di punti pericolosi, con attraversamenti a raso. Nulla osta a metterli in sicurezza, e raddoppiare quei 23 km mancanti, ma l’affare svanirebbe. Si rifà tutto nuovo e svincolato, anche se non serve, tanto pagheranno col pedaggio gli utenti che oggi (udite udite) osano viaggiare “gratis” (in media, con la benzina, pagano allo Stato 10 € ogni 100 chilometri, ma questo non si dice).

E meno male che il peggior scempio ambientale è stato evitato (gridava vendetta al cielo), e l’inutile autostrada nuova verrà fatta sul tracciato esistente…

Qui vale la pena di raccontare una storia vera che riguarda questo progetto: il vostro affezionato blogger qualche anno fa fece, come ricerca universitaria non retribuita, una analisi costi-benefici della nuova autostrada tirrenica, quella prevista allora su di un tracciato diverso dalla Aurelia attuale. I risultati furano catastrofici: una rilevante parte del traffico di lunga percorrenza, e soprattutto i camion, che pagano molto, sarebbe rimasto sull’ottima strada attuale, per evitare il pedaggio. Gli capitò poi per caso di vedere l’analisi “ufficiale” fatta dai promotori dell’autostrada a pedaggio: risultati economici e finanziari eccellenti, tutto il traffico avrebbe preso la strada nuova. Stupito, guardò meglio: in una pagina molto interna, in tre righe, era specificato con un paio di frasi che l’intera Aurelia attuale (a quattro corsie) sarebbe stata trasformata in “strada-parco, con limiti di velocità di 30-40 km ora”.

Egli fece incautamente notare questa stranezza al responsabile ministeriale della valutazione dei progetti, che dichiarò senza minimamente scomporsi che di quel dettaglio “non se ne erano accorti”.

Si direbbe che, tramontata l’ipotesi della “strada-parco” e della contemporanea distruzione di quel paesaggio con il tracciato nuovo, si sia ripiegato sul mettere a pedaggio, a scarso di sorprese, quello che oggi è gratis. Sic transit gloria mundi.