Non è più tempo di promesse elettorali. I voti si fanno con i contanti. Denaro cash per acquistare il consenso. Accade a Napoli. E non è questa la notizia. La novità è che quattro persone finiscono in manette: un consigliere comunale con velleità parlamentari, un consigliere della Municipalità, un paio di galoppini. Graziati, invece, dal Gip tre capibastone.

La storia è sempre la stessa, purtroppo. Per pochi spiccioli c’è chi rinuncia a un diritto garantito dalla Costituzione. Il tariffario è di 50 euro totali suddivisi in 30 euro all’elettore e una percentuale pari a venti euro all’intermediario. Una prassi come conferma un’intercettazione: “Va avanti da almeno 30 anni”. È solo un dettaglio se dietro le sbarre sono finiti esponenti di centrodestra. Coincidenze, inesperienza e poca professionalità rispetto ai loro colleghi di centrosinistra. Ciò che colpisce però in questa “normale” vicenda è la figura di Gennaro Castiello, 38 anni, consigliere comunale del Pdl a Napoli e con velleità parlamentari, un anno fa provò a candidarsi nelle fila del Mir (Moderati italiani in rivoluzione).

Ciò che incuriosisce è la biografia di Castiello. Perito delle costruzione aeronautiche con la passione per lo sport, si laurea all’Isef, l’istituto un tempo dove un tempo – era la Prima Repubblica – insegnava e prendeva voti clientelari Carmine Mensorio, ex deputato democristiano, morto poi suicida. Il nostro professore di educazione fisica consegue anche la laurea in Scienze delle Attività Motorie presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. E vuole volare in alto e nulla c’entra il suo diploma. Una nuova passione irrompe nella sua vita: fare il giornalista. E come si dice: un tesserino amaranto non si nega a nessuno. Castiello si misura con il mestieraccio e sceglie come mentore Sergio De Gregorio. Sì, proprio lui, l’ex senatore voltagabbana a pagamento, il leader di “Italiani nel mondo”, amico di Valter Lavitola.

Su Dossier magazine, Castiello si fa le ossa e sforna articoli a raffica. Il traguardo lo raggiunge: è giornalista professionista. E pensare che ci sono precari che aspettano decenni per strappare un contrattino di praticantato. La sua vera vocazione però è un’altra: fare politica. Ispirato da Mario Landolfi, ex Msi, ex An, ex Fi, ex parlamentare e ex ministro della Comunicazione nel governo Berlusconi poi finito in disgrazia politica, partecipa alle elezioni a Napoli venendo eletto in consiglio comunale. Fonda il gruppo consiliare Pdl-Napoli, a cui aderisce da solo.

È uomo eclettico, Gennaro Castiello, con tanti hobby come fare shopping di voti – secondo le accuse mosse dal pool della Procura di Napoli composto da Alfonso D’Avino e Giancarlo Novelli. Un curriculum, il suo, come dire eccentrico. Leggiamolo. Collaboratore con l’Università Parthenope e contemporaneamente istruttore di difesa personale e maestro di Karaté e Kick-Boxing, cintura nera IV Dan, pluricampione Regionale, Nazionale e Internazionale. Di rilievo anche gli incarichi politici che ha ricoperto e ricopre: Membro di Giunta Provinciale di Alleanza Nazionale di Napoli, Presidente Regionale della “Consulta Etico-Religiosa di Alleanza Nazionale della Campania”, Presidente Nazionale del Movimento Unione Europea Cristiano-Sociale all’interno di Alleanza Nazionale con On. Publio Fiori, Coordinatore Nazionale del Movimento Politico Cristiano Riformisti – Popolo Delle Libertà. Coordinatore alle elezioni provinciali di Napoli del giugno 2009 della lista Cristiano Riformisti – Centro per la Libertà. Delegato della Provincia di Napoli nel consiglio di amministrazione dell’Ente d’Ambito “ATO-2”. Nella XIII legislatura, responsabile della segreteria Affari Riservati della Camera dei Deputati.

Non è finita. Nel tempo libero, ora ne avrà di tempo e non tanto libero, direttore generale di diversi Fitness center club, organizzatore eventi, consulente di aziende e imprenditore. Cosa aggiungere? Nient’altro. Solo che Gennaro Castiello, tanto brillante non lo è mai stato. Dalle parti di via Verdi lo si vedeva molto di rado. E c’è anche da capirlo: probabilmente lui non rappresentava elettori liberi, ma votanti comprati.

Twitter: @arnaldcapezzuto