Cari Toni, Maria e Cristiana,

meritate una risposta tutti: dall’estensore del post, Toni, alla protagonista della vicenda, Cristiana, a sua madre, Maria, sulle cui spalle ricade l’immane compito di trattare con una burocrazia troppe volte colpevolmente gelida, impersonale, distante.

Ogni bisogno sociale è una richiesta d’ascolto, d’umanità, di dialogo. Ed ogni decisione burocratica è essa stessa in contraddizione con questo bisogno. L’amministrazione agisce secondo imparzialità e universalità, mentre chi ci manifesta il proprio disagio ci richiede un approccio particolare; ci richiede di essere parte di una storia, di porci al fianco di chi ha più bisogno.

Consapevole di questo, mi sono più volte interessato in prima persona alle politiche sociali: mettendoci la faccia, incontrando gli operatori e, addirittura, firmando atti che non mi competevano, che ho siglato richiamandomi direttamente ai principi di giustizia costituzionale che devono prevalere sulle fredde ragione dei bilanci, del patto di stabilità, delle burocrazie. Mi riferisco, per esempio, ai nuovi contratti delle maestre garantiti dal Comune di Napoli, l’anno scorso, nonostante, secondo una certa interpretazione formalistica del diritto ed essendo l’ente in pre-dissesto, non fossimo autorizzati a perfezionare contratti di lavoro aggiuntivi. Invece, il Comune ha garantito il diritto allo studio e mi sono preso personalmente la responsabilità di firmare un documento controverso, andando in direzione ostinata e contraria al verbo dell’austerità; e, alla fine, abbiamo avuto ragione.

Venendo al caso di Cristiana, so che tanti operatori di Napoli Sociale ci mettono il cuore, ogni giorno, nel loro lavoro; non trattando le persone come delle pratiche, non trattando i cittadini come dei numeri. Eppure, nel caso di Cristiana, non siamo riusciti a metterci a suo fianco e ad essere parte di questa storia, come avremmo dovuto.

Certo, gli uffici competenti mi garantiscono che, a fronte dei documenti presentati, la ragazza non ha più diritto ad accedere a quel servizio, ma non è questo il punto. Il diritto ad essere ascoltati, seguiti e aiutati non viene meno se manca una carta o un protocollo. Il diritto a essere umani non passa per la burocrazia. Perciò, anche questa volta, cari Toni, Maria e Cristiana, sono pronto ad impegnarmi per risolvere la vicenda.

Vi prego, allora, di mettervi in contatto con la mia segreteria affinché il mio staff possa personalmente verificare che cosa è andato storto e risolvere un problema burocratico che si è colpevolmente trasformato in un’inutile offesa alla vostra dignità, per la quale, come sindaco, vi chiedo scusa a nome del Comune di Napoli.

Il post di Toni Nocchetti: Disabili e tagli all’assistenza a Napoli: de Magistris risponda

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