E’ morto lo scrittore Luigi Bernardi. Era nato ad Ozzano dell’Emilia, a pochi chilometri da Bologna, l’11 gennaio del 1953. Instancabile inventore di progetti editoriali, appassionato di fumetti, raffinato pessimista e rigoroso polemista del settore (“l’editoria è morta con Camilleri e Carofiglio”), Bernardi aveva iniziato la sua carriera nel mondo dell’editoria negli anni Ottanta. L’intellettuale si è sempre trovato al lavoro su una terra creativa di confine dove si intrecciavano il noir e il giallo (sue le traduzioni di alcuni romanzi di Didier Daeninckx, Paco Ignacio Taibo I, Paco Ignacio Taibo II, Léo Malet, Jean-Patrick Manchette), si scoprivano nuovi talenti del linguaggio letterario (Fois e Lucarelli li scovò lui), si mescolavano amorevolmente e distintamente fumetto e parola scritta.

Intuizione geniale La Granata Press, storica casa editrice di fumetti da lui fondata a Bologna nei primi anni Novanta, che portò in Italia il manga giapponese e Ken il Guerriero. Sempre in quell’ambito la fusione di stili e poetiche, tra scrittori e fumettisti come Pino Cacucci e Otto Gabos, Carlo Lucarelli e Onofrio Catacchio. Poi ancora la direzione editoriale della collana Einaudi-Stile Libero, la nascita della casa editrice Perdisa Pop, le collane Euronoir per Hobby & Work e Vox per DeriveApprodi dove incontra la firma di Paolo Nori.

E ancora: la rubrica del Gaijin sullo storico settimanale bolognese Zero in Condotta, la corrispondenza sui casi di omicidio risolti e irrisolti tra Procura e Tribunale di Bologna per il quotidiano Il Domani, il blog per Il Fatto Quotidiano. Bernardi intuiva, accostava, azzardava, scriveva, lucido e disincantato sguardo sulla realtà da cui trarre sempre spunto per un nuovo racconto mai moralista e ultimativo. Suoi i romanzi, tra le tante pubblicazioni, Erano angeli (Fernandel), La foresta dei coccodrilli (Castelvecchi), Senza Luce e Niente da capire (Perdisa), Crepe (Il Maestrale) e l’ultimo libro ancora una spanna davanti al resto del mondo direttamente in Ebook, Babooshka, dove protagonista è un tale in fuga dall’umanità che si rifugia con un cane e la sua donna in una casa sul mare della costa ionica: poi esplode il Vesuvio e lui, donna e cane, si mettono in marcia per andare a vedere l’apocalisse. “La scomparsa del grande scrittore e intellettuale, sempre avanti di un passo nell’intuire nuove tendenze e forme letterarie, costituisce una grave perdita per tutta la cultura nazionale – scrivono in un commosso comunicato dalla Perdisa Pop – L’augurio è che, finalmente, la sua grandezza venga riconosciuta da tutti”. Sulla sua pagina Facebook ora non ci sono più istantanee dal sottosuolo dantesco e dostoevskijiano della letteratura poco mainstream, ma solo un’unica grande intuizione professionale su sfondo buio universo e stelle che illuminano l’anima: “Perfection is perversion”.