“Io vorrei recuperare le botteghe abbandonate e con un affitto equo realizzare un centro commerciale aperto che valorizzi manodopera e vecchi mestieri”. Parla così Vincenzo Cenname, sindaco di Camigliano, comune in provincia di Caserta, mentre riavvolge il filo dell’impianto prima di raccogliere le sedie dopo un dibattito.

“Ogni tanto lo trovi che taglia l’erba, diciamo che è un sindaco attivo” racconta un cittadino. Normale amministrazione per chi è sindaco in connessione sentimentale con la sua comunità. Per raccontare un’altra storia e un’altra Campania, Cenname non ha fatto giri di parole, promesse vacue, semplicemente ha iniziato a scriverla. Nel suo comune il nord Europa è vicino con una raccolta differenziata che supera il 70%, un sistema di incentivazione che valorizza l’impegno dei cittadini e la favolosa casetta dell’acqua che ha fatto risparmiare bottiglie di plastica e soldi ai cittadini consumatori.

“E’ stato un successo, abbiamo recuperato la spesa iniziale in 12 mesi” racconta con entusiasmo. Nonostante tutto Cenname ha capito che non bastava. Questa terra ha bisogno di riprendersi la sua natura creativa, la sua storia, quell’impasto unico di arte e bellezza. E così mentre il consiglio regionale campano veniva travolto dall’inchiesta sui soldi ai gruppi serperati tra tinture e giocattoli, Cennane con poche migliaia di euro ha realizzato la rassegna ” Dalla monnezza alla belllezza”. Accademie coinvolte, 40 allievi a lavoro per trasformare rifiuti in installazioni artistiche che saranno in mostra. E così la palestra è diventata un campo di lavoro, ragazzi da tutto il mondo hanno dato nuova forma e vita alla monnezza.

La comunità ha accolto gli ospiti aprendo le porte di casa. Il problema piú grande è stato reperire i rifiuti per dare materia prima ai giovani artisti. Il sindaco era segretario, operaio, autista e così anche il presidente del consiglio comunale, i dipendenti che ho incrociato lungo il percorso tra bulloni, pneumatici e schermi di vecchi computer. Ho trascorso una serata in mezzo a loro ascoltando e riempiendo la borraccia dei saperi. Una settimana di lavori e dibattiti nel cuore della provincia di Caserta. Meglio delle, pur fondamentali, retate di polizia.

La fiammella della cultura, dell’impegno e della partecipazione per annientare i casalesi, la loro idea di sopraffazione e i pezzi di politica arraffona che hanno sputato veleno in terra campana trasformandola in pattumiera. Monnezza umana che sembra, per un attimo, solo storia passata. Camigliano è un modello. Qualche anno fa Cenname fu mandato a casa dall’allora Ministro dell’Interno Roberto Maroni con decreto firmato dal Presidente della Repubblica. Ebbe la colpa di non piegarsi al carrozzone del nascente consorzio ed ha avuto ragione tornando sindaco con una valanga di voti.

Oggi sogna il centro commerciale aperto e, intanto, si gode la bellezza che è fiorita dalla monnezza. E’ la risposta, la migliore, ad anni di miserie umane, di intrecci tra imprenditoria affaristica e politici collusi, di una mafiosità strisciante elevata a sistema, la risposta migliore alle prescrizioni indegne che hanno salvato chi ha rovinato la mia terra.