Una razzista padovana, per di più consigliera di quartiere, della Lega, ha pensato bene di lanciare un appello pro-stupro. Bersaglio la ministra Kyenge che essendo donna e nera rappresenta uno dei bersagli preferiti da questo tipo di feccia umana. Per altro la signora in verde ha dato fiato ad umori e livori che, a lungo, sono stati tollerati, alimentati, usati per foraggiare a fini elettorali l’industria della paura e del rancore.

Questa volta però l’ha sparata grossa e così è stata prima buttata fuori dalla Lega ad opera di Flavio Tosi , e poi, addirittura, costretta a tardive scuse. Naturalmente non le crediamo, ma se volesse provare a convincere qualcuno, potrebbe scegliere di svolgere un anno di servizio civile nel centro di accoglienza di Lampedusa.
In quel luogo avrebbe la possibilità di conoscere donne e uomini scappati da guerre, violenze e fame, ma ricchi di dignità, di cultura, in altre parole potrebbe iniziare un lungo e difficile percorso di riabilitazione alla umanità e alla inclusione.

Naturalmente prima di inviarla a Lampedusa, sarà il caso di chiedere il permesso agli ospiti, perché potrebbero non gradire una simile presenza.