La richiesta arrivava tutti i giorni, sempre più insistente. Sempre più rumorosa: “Aprite un giornale!”. Era il 2008, Berlusconi aveva appena ripreso il potere, il tono era preoccupato, a tratti disperato. Eravamo su voglioscendere.it, lo storico blog di Pino Corrias, Peter Gomez e Marco Travaglio. Me ne occupavo per Chiarelettere. Inoltravo le richieste ai tre blogger. Mai avrei pensato che un giorno saremmo arrivati al punto di oggi. E io, esperta di web e social network, sarei diventata anche una giornalista (per ora praticante). 

Dopo la nascita dell’unico giornale senza finanziamenti pubblici nel 2009, anticipata di qualche mese dall’Antefatto.it, dove sono state raccolte le prime decine di migliaia di abbonamenti sulla fiducia, nel giugno 2010 parte il sito vero e proprio, ilfattoquotidiano.it. Insieme a lui è cresciuta la community dei nostri lettori, affezionatissimi dal primo momento, sostenitori e critici, hanno affollato sempre di più anche le pagine dei social network.

Da noi si può commentare tutto, è stata la nostra filosofia fin dall’inizio, dare spazio e voce a chi ci ha voluto e sostenuto con tanta forza. Ora questo vale per tutti. Cerchiamo di gestire la moderazione in maniera giusta. Tra picchi di traffico e una policy da rispettare. Ce la stiamo mettendo davvero tutta.

Poi ci sono i blogger, uno dopo l’altro hanno allargato sempre di più le tematiche affrontate. Anche lì cerchiamo di garantire qualità e pluralismo. Ormai sono più di 500 e ciascuno riceve migliaia di visite ogni giorno. Non sono per forza in linea con il nostro giornale, perché vogliamo diversi punti di vista. Solo così si può arricchire il dibattito e stimolare una riflessione.

Il giornale, il sito, i blog, i video, i social network, diventano una cosa sola. E’ la comunità del Fatto Quotidiano, viva e pulsante. Che crede nei nostri stessi valori: raccontare le notizie, senza filtri, senza ideologie. Solo i fatti, e al loro fianco le opinioni. 

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