“Abbassare i toni, abbassare i toni….”, ripete, di tanto in tanto il presidente Napolitano.
“Abbassare i toni, abbassare i toni “, ripete il presidente Letta.
“Abbassare i toni, abbassare I toni..”, ripetono i gazzettieri a editoriali semiunificati.

Le loro parole hanno finalmente centrato l’obiettivo e hanno fatto breccia persino nei cuori di pietra. Nelle prossime ore, infatti, i seguaci di Berlusconi, tra loro anche parlamentari e magari qualche esponente di governo, si ritroveranno a Brescia per protestare contro i giudici che hanno osato condannare il capo.

Lunedì la scena si ripeterà a Milano, addirittura durante l’intervento di Ilda Boccassini, perché, come è noto, anche il processo Ruby é solo il frutto di una persecuzione politica ordita dai comunisti che provano odio per il libero amore e il libero scambio erotico e politico.
Dal momento che i berlusconiani hanno senso dello stato e rispetto delle istituzioni hanno già fatto sapere che non “alzeranno i toni”, ma si limiteranno solo ad imprecare contro i giudici e la loro autonomia.

Se lo avessero fatto i ragazzi di una qualsiasi curva calcistica si sarebbero beccati un Daspo, loro forse si prenderanno pure i complimenti per la moderazione e il senso della misura che, da sempre, caratterizza queste marce sui tribunali…
Cosa faranno i loro alleati di governo?
Diranno che la marcia non rientra nel programma del governo?
Oppure che ci sono problemi ben piú rilevanti: “Altro che conflitto di interessi e condanne?”

Sicuramente non mancherà il furbo di turno che ci farà sapere : “Non inseguite Berlusconi, non fate il suo gioco ..”, anzi già che ci siamo lasciamoli entrate direttamente dentro le aule e consentiamo ai manipoli di fare bivacco dentro i palazzi di giustizia.
A meno che non stiano preparando una mossa geniale: inviare una delegazione a Firenze da Montella per chiedergli di “abbassare Toni, abbassare Toni”, perché forse ormai non resta che arretrare di qualche metro la punta della Fiorentina, sperando che, almeno l’allenatore dei Viola, voglia raccogliere l’appello.