Oggi non voglio parlare io. Mi permetto solo di utilizzare questo emblematico messaggio – pubblicato da un famoso giornale –, una lettera di un “figlio dei poveri”, come ebbe l’ardire di definire i poliziotti niente meno che Pasolini, che racconta la paura, lo sdegno, l’incomprensibilità di un clima senza senso e che porta dritto alla violenza, come è ovvio che sia.

Ebbene con un’eloquenza che sorprende esso riesce a dire più di quanto saprei fare io. Buona lettura!

Di seguito i passi più importanti della lettera.

Maurizio Cudicio, poliziotto e rappresentante dei poliziotti, ha denunciato in una lettera a Grillo i timori degli uomini che tutti i giorni si trovano per strada e nelle piazze a difendere l’ordine pubblico. “Ho paura perché irridere gli avversari, sfottere, insultare e addirittura minacciare le persone, non può portare che alla guerra civile. Ora da Uomo e da Poliziotto ho ancora più paura di prima”.  “Esiste una Costituzione – continua Cudicio -, esistono le regole, esiste il rispetto ed esiste la dignità e Lei non si sta forse  accorgendo, che sta fomentando odio verso tutti e tutto. Rispetto tutti quelli che lo hanno votato e che si schierano dalla sua  parte (…). Ma quando si parla di milioni di persone, la violenza è nascosta dietro l’angolo e dopo dovrà prendersi  tutte le sue responsabilità”.

“Bisogna saper riflettere e capire quando è il momento di fermarsi e di cambiare le strategie”. “Ho paura da Uomo e Poliziotto perché ho due figlie e quando si va in piazza, non si è mai sicuri di ritornare a casa per poterle riabbracciare. E allora chi incita alla violenza, in qualsiasi modo e forma, deve sapere ascoltare chi chiede la pausa di riflessione”.

“La piazza “ vuole il pane” e lei da “urlatore” dice a tutta la folla che “il pane” glielo stanno portando via e quindi è il momento della ribellione e giù con le parolone e con gli slogan che scuotono le persone fino al punto di farle manifestare, senza neanche sapere come e cosa fare esattamente”.

“Io Sig. Grillo Le chiedo con tutto il cuore di fermarsi e di fare una forte opposizione se lo riterrà opportuno, verso il Governo che verrà, ma si ricordi che in piazza si può morire e Noi Poliziotti vogliamo avvisarla che stiamo al fianco del popolo e non vogliamo mai più che accadano incidenti dove possa scapparci “il morto”.

“Ancora una volta, da uomo e da poliziotto, si fermi e rifletta, mi faccia tornare a casa “sano e salvo” e magari troviamo il modo tutti insieme di far cambiare questo sistema che sta “uccidendo” la nostra Italia”