Il video che potete vedere in fondo a questo post fa venire i brividi e francamente non so se consigliarvi di vederlo. Magari limitatevi a leggere queste righe.

I massacri di animali sono aumentati in tutto il mondo grazie al presunto benessere. Dalle mucche, ai polli, dai pesci, ai maiali. Ai cani, sì, anche ai cani.

In Cina 30.000 cani vengono uccisi ogni giorno per sfamare (?) una parte della popolazione. Vengono rinchiusi spesso in piccole gabbie in cui non si possono nemmeno muovere e dove sanno (perché lo sanno) la fine che li aspetta. Prima le bastonate per stordirli, poi il taglio della gola. Infine il corpo esanime viene scuoiato e il corpo bollito. E parte dei cani parrebbero addirittura essere stati oggetto di furti mirati presso famiglie!

Non è la prima crudeltà che si sente perpetrata sul suolo cinese a danno degli animali. Del resto, la Cina non ha una legislazione sulla loro tutela. Protegge rigidamente i panda ma solo perché le portano soldi, e tanti. Non è la prima volta, dicevo, basta pensare alle fattorie della bile e agli orsi della luna, che pare stiano per chiudere ma solo perché le sevizie sono venute alla luce.

La strage dei cani ricorda tragicamente quella dei cani ucraini, rimanda al massacro dei cuccioli di foca, alle stragi di delfini alle Isole Faroe o a Taiji, o più semplicemente agli allevamenti intensivi: “per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti”.

E nello stesso tempo, nel mio piccolo, rimanda alla questione del lavoro purchessia, di cui ho parlato in un precedente post. È un lavoro anche questo, quello di uccidere migliaia di animali, anche l’amico dell’uomo.

Animal Equality ha organizzato una campagna firme per far sentire la nostra voce. E per fermare i loro guaiti.