Lo schizo-dramma cipriota ha colpito la psiche collettiva per la brutale confisca dei conti correnti inizialmente imposta indistintamente a tutti i risparmiatori. Ululati di indignazione si sono levati persino dai pasdaran italici della patrimoniale (dimostrando che sperimentare nella realtà le pulsioni oniriche è il miglior antidoto alle follie politiche collettive).

Lo sdegno per l’esproprio proditorio è riverberato in modo talmente impetuoso che alla fine l’Unione Europea, il Fmi e il governo cipriota hanno dovuto mollare la presa sui piccoli risparmiatori e procedere a spolpare quelli più grossi, che essendo in maggioranza stranieri (e quindi privi di copertura politica), costituiscono il chiodo ideale per il martello confiscatorio.

Ma di tutta la faccenda l’aspetto notevole, dal mio punto di vista, è il contrasto tra la reazione a Cipro e la rassegnazione con cui in Italia è stata accettata una confisca di ben altre proporzioni.

Vediamo se riesco a spiegarmi con qualche cifra. Nell’isola dove secondo la mitologia nacque Afrodite (in un’ incantevole baia incorniciata da scogli e pareti di roccia frastagliata), i depositi fino a 100.000 mila euro sarebbero stati tassati (una tantum) al 6.75%. Quindi una famiglia benestante con circa 50.000 euro in banca avrebbe pagato poco più di 3.300 euro.

Paragoniamo allora la cifra ventilata per i ciprioti all’esproprio subito dal contribuente italiano con l’Imu. Dal momento che l’Imu è una tassa, come è tipico in l’Italia, estremamente farraginosa, opaca e difficile da calcolare (con conseguente parcella al commercialista per essere sicuri di non finire nel tritacarne di Equitalia) mi affido ai dati forniti dall’Unità (15 dicembre 2012), organo del partito che – insieme al Pd con la elle e alla defunta Udc – ha votato allegramente il provvedimento con la scusa dell’emergenza.

Ecco alcuni esempi: “Nella capitale, il Comune ha scelto di applicare le aliquote più alte, il 5 per mille sulla prima casa e il 10,6 per mille sulla seconda [altrimenti come farebbe Alemanno ad assumere i camerati? NdA]. Nel caso dell’abitazione principale, per un’abitazione media di 70 mq in zona semicentrale classificata al catasto come A2 (abitazione di tipo civile), chi ha versato 308 euro per la prima rata arriverà a pagarne 512 con il saldo, per un totale di 819 euro”.

Va leggermente meglio ai torinesi: “Nel capoluogo piemontese l’aliquota sulla prima casa è stata portata allo 0,575%: chi ha versato 165 euro per un immobile di 70 mq in zona semicentrale di tipo A2 all’acconto vedrà più che raddoppiato il saldo (396 euro) per un conto totale di 561 euro”.

Se poi si hanno seconde case la stangata è molto più sostanziosa: sfogliamo nuovamente gli esempi forniti dal quotidiano fondato da Antonio Gramsci: “Per le seconde case i genovesi arriveranno a pagare un totale Imu di 1.357 euro per un immobile A2 e di 828 euro per un A3. […] Per le seconde case i milanesi arriveranno a pagare anche oltre 2mila euro”.

Quindi, a occhio e croce, una famiglia milanese con abitazione di proprietà che avesse investito i risparmi in una seconda casa si troverebbe a pagare una cifra simile a quella che si voleva espropriare ad una famiglia cipriota con 50.000 euro in banca. Con due differenze abissali:

1) La famiglia milanese subisce la confisca anche se sta pagando il mutuo e quindi invece di aver accumulato un patrimonio, è in realtà oberata da un debito;

2) A Cipro per far quadrare i conti si sarebbe tosato una sola volta, a Milano si continuerà a pagare la stessa cifra ogni anno per un futuro indefinito (anzi sono disposto a scommettere che sia il governo centrale che i Comuni alla prima occasione inaspriranno le aliquote e aumenteranno le rendite catastali).

Sicuramente qualcuno troverà da obiettare che i dati dell’Unità sono distorti, sono artificiali, non includono le agevolazioni (effettivamente il 65% dei Comuni, bontà loro, ha concesso l’agevolazione prima casa per gli anziani ricoverati nelle case di riposo), che le rendite catastali sono sbagliate eccetera. Allora per verificare se quanto ho scritto trova conferma nella realtà chiederei ai lettori di indicare nei commenti se a loro sarebbe costato meno un prelievo sul conto corrente del 6.75% una tantum oppure l’Imu semper.

Morale della favola? A Cipro per difendere i propri risparmi la gente si è rivoltata, in Italia il gregge ha votato Berlusconi e infatti sono tutti in trepidante attesa del rimborso Imu che il Cavaliere ha promesso di pagare di tasca propria.