Dopo l’esito delle elezioni leggendo i commenti nei social network sorrido. “Io faccio le valige e scappo i comunisti son tornati” twitta uno. I comunisti che mangiano i bambini credo non esistano da tempo, al più c’è una sinistra che ha vinto, una vittoria di Pirro, le elezioni. “E’ tornato il Berlu! Basta! che Italia di … io me ne vado!” un altro tuitt che non apprezza una scalata, sorprendente a mio avviso, del Pdl. Sembra che l’unico partito che non attira strali troppo critici sia il vero vincitore delle elezioni, il M5S.

Cervelli in fuga, capitali in fuga, pare che fuggano tutti dall’Italia. Un vero peccato perché sembra che l’Italia, malgrado le sue pecche politiche, sia oggetto attenzioni da parte di tutto il mondo: un bocconcino d’oro pronto per esser ingoiato. Non sono solo io a dirlo. Basta un piccolo giro in rete (che mi sono permesso di fare per voi).

Il mondo ci vuole. Tutti ci vogliono, o meglio tutti, per ragioni differenti, vogliono metter le mani negli affari italiani. Si comincia, in fase elettorale, con un eminente figura dell’Economist, tale Bill Emmot. L’inglese si cimenta in un molto “british” docufilm che, caso vuole sotto elezioni, offre un ritratto poco lusinghiero (lascio ai lettori un giudizio finale) di Silvio Berlusconi. Io non ricordo di un equivalente giornalista, in termini d’importanza e posizione in un media italiano quale il Sole 24 ore o il Corriere, che abbia osato intromettersi nella politica inglese in fase elettorale. Del resto l’esclamazione “Italians” (minuto 8.41) pronunciata dai due ufficiali inglesi nel film “Mediterraneo” rende l’idea della visione poshy inglese sull’Italia.

L’uscente presidente Napolitano va in visita in Usa e Obama gli fa presente che “non c’è la preoccupazione che l’Italia possa finire come la Grecia”. Fa piacere sapere che gli Usa ci tengono a noi, considerando che siamo la migliore piattaforma di lancio di interventi rapidi dalle basi date in prestito agli Usa e un ottimo sito di “ascolto”, di recente divenuto oggetto di attenzioni del Movimento 5 stelle in Sicilia.

Il vincente Bersani ha fatto un giro in Europa negli ultimi mesi per rassicurare tutti che “ci penserà lui”. In effetti le sue rassicurazioni hanno sortito un buon effetto se si considera che oggi il Sig Schulz si è permesso di dire riferendosi all’Italia “ C’è bisogno di un governo stabile. Quello che succede in Italia ha conseguenze in tutta Europa”. Il tedesco ha ragione considerando quanto, nel tempo, le banche Europee han investito nel debito pubblico italiano (forse si fidano molto di noi, o forse scommettevano sul nostro fallimento… mah). Pare che anche le banche Americane ci tengano a noi: Morgan Stanley pare estremamente preoccupata a legger questo articolo sul Forbes.  Non parliamo poi dei fondi sovrani che meditano un po’ di shopping a buon prezzo, invitati gentilmente dal Senatore Monti, alcuni mesi orsono, a dar “supporto “ all’Italia. Se leggerete tutti i link che ho riportato (e credetemi potrei continuare per molto) comprenderete una cosa molto chiara.

Tutto il mondo ci vuole bene, vuole bene alla nostra nazione, vuole bene al nostro debito pubblico, alla nostra posizione strategica nel mediterraneo, alle nostre risorse energetiche e al risparmio degli italiani (risparmio per lo più concentrato in immobili di proprietà, il cui valore si sta svalutando, causa, forse, delle scelte del precedente governo tecnico). Il mondo ama la nostra nazione e le sue ricchezze, spesso trascurate da noi italiani. Mi domando perché ci siano italiani che vogliano scappare quando mi sembra che tutto il mondo voglia un pezzo di Italia.