Cari lettori, mi rivolgo a voi perché mi sosteniate in una disperata battaglia culturale: riformiamo il “Polit-taliano”, la lingua stanca delle cronache partitiche! Se leggo ancora una volta la frase “Giustizia a orologeria”, giuro che mi acceco con le mie stesse mani, mi pianto due baionette nei bulbi oculari.

Formigoni, per tutta la durata del suo mandato si è ingozzato a scrocco nei ristoranti di lusso, ha distribuito mazzette e si è svagato a spese dei suoi faccendieri parassiti. Della vicenda si parla ininterrottamente da mesi e mesi. Perché, signor Maroni, la “giustizia” sarebbe, in questo caso pure, a “orologeria”? Mi spieghi la metafora, eccellenza. Si tratta forse di una bomba? Allora è una bomba a molla, semmai, di quelle che, caricate dai bambini, fanno “Boom boom” tutti i giorni.

L’amministratore delegato di Finmeccanica Orsi viene arrestato per corruzione internazionale, anche il suo predecessore Guarguaglini è stato perseguito per lo stesso motivo. Giustizia a orologeria!, tuonano i referenti politici delle varie bande bassotti beccate a delinquere e invocano una giustizia a batteria, che si scarica in periodo elettorale.

O una Dea bendata e assenteista che guardi esclusivamente a sinistra, benché, tutto sommato, sia la parte dove c’è meno da vedere.

Il Fatto Quotidiano, 15 Febbraio 2013