Se qualcuno disattiva le vostre telecamere o se qualcun altro cancella le registrazioni già effettuate, non dite di non esser stati avvisati. La funerea notizia arriva dal solito giocherellone della Rete, che stavolta si chiama “someLuser”. E’ lui l’hacker che ha recentemente pubblicato un dovizioso rapporto sulla vulnerabilità dei sistemi di riprese video a circuito chiuso e di telecamere di sicurezza.

La relazione è spietata. Forse, più semplicemente, chiara e dettagliata.

A sprofondare nello sconforto sono tutti quei soggetti che confidavano nella possibilità di controllare via Internet – con il pc o con il cellulare – la situazione aziendale o quella domestica in cui un certo numero di telecamere sono (o sarebbero) in grado di vedere quel che accade. Il punto chiave, infatti, è proprio la connessione IP del sistema TVCC e il tallone d’Achille si concretizza nel sistema di videoregistrazione digitale.

A presentare falle preoccupanti è la piattaforma “RaySharp DVR”, ovvero quell’insieme di sistemi di registrazione che vengono poi commercializzati con differenti brand, tra cui Swan, Lorex, URMET, KGuard, Defender, DEAPA/DSP Cop, SVAT, Zmodo, BCS, Bolide, EyeForce, Atlantis, Protectron, Greatek, Soyo, Hi-View, Cosmos, e J2000.

Il problema si traduce in accessi non autorizzati alla configurazione degli apparati, accessi determinati da una presumibile eccessiva trasparenza dell’identificativo dell’utente e della corrispondente password che – individuati fraudolentemente – possono essere utilizzati per eseguire comandi illeciti via web e determinare operazioni contrarie alle reali intenzioni del legittimo possessore di tali dotazioni.

La dissertazione potrebbe proseguire portando ad incrociare tematiche ad elevata connotazione tecnica e inducendo ad utilizzare uno slang che gli stessi addetti ai lavori faticherebbero ad interpretare. I più curiosi possono iniziare qui il loro percorso di approfondimento.

Resta il fatto. Difficilmente confutabile. Ma ancora una volta, dopo una iniziale concitazione, si smetterà di parlarne e si tornerà a non pensarci.

umberto@rapetto.it