Il decreto di riforma del Servizio Sanitario, noto come “decreto Balduzzi” approvato presenta luci e ombre. Da un lato possiamo esprimere soddisfazione per l’approvazione dell’aggiornamento degli elenchi delle patologie croniche e rare, nonché del nomenclatore tariffario delle protesi. Al tempo stesso però vigileremo affinché l’aggiornamento venga realizzato concretamente nei tempi previsti dal decreto rispettivamente dicembre 2012 per gli elenchi di patologie e maggio 2013 per il nomenclatore tariffario, e che il tutto sia rispondente ai nuovi bisogni di malati cronici e rari. 

Cercheremo di verificare subito l’attuazione della norma che prevede la possibilità per le organizzazioni civiche di svolgere audizioni presso l’Aifa all’interno del tavolo permanente di monitoraggio dei prontuari terapeutici regionali, anche perché oggi i pazienti vivono situazioni di discriminazione di accesso ai livelli regionali nei confronti di farmaci approvati a livello nazionale. Situazione inevitabilmente destinata a peggiorare, visti i tagli alla spesa farmaceutica e l’ingresso di prodotti sempre più innovativi. Infine promuoveremo l’adozione da parte delle Asl di interventi assistenziali specifici a favore delle cronicità come previsto all’art. 1 del decreto.  Queste specifiche norme sono il frutto degli emendamenti formulati da Cittadinanzattiva sul testo originario, poi accolti dal Parlamento e dal ministro della salute Balduzzi.

Dall’altro lato, però, questo provvedimento che era partito per essere una grande riforma della sanità arriva al traguardo come un semplice riordino che rimanda tutto alle regioni. Il vero banco di prova si giocherà nella conferenza Stato-Regioni per aggiornare e approvare i Livelli Essenziali di Assistenza entro il 31 dicembre 2012. Ha fatto marcia indietro su Dirigenza sanitaria e governo clinico, lasciando praticamente tutto come prima sulle nomine dei direttori generali e dei primari (art.4); intramoenia, ancora proroghe: entro il 30 novembre 2012 per la ricognizione degli spazi disponibili; entro il 31 marzo 2013 la predisposizione delle infrastrutture di rete per il collegamento telematico ed infine la data fatidica del 28 febbraio 2015. Ulteriore confusione (art. 3) su responsabilità professionale e rischio clinico con l’introduzione della differenza tra colpa lieve e colpa grave. Come si farà a dimostrare che un clinico si sia attenuto alle linee guida e quindi pur sbagliando non ha commesso colpa grave?