Che importa ad una ragazza di 18 anni del Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità)? Anzi, la domanda giusta dovrebbe essere: come è venuta a sapere dell’esistenza del Mes? Giornali, radio, televisioni, zero informazione sull’argomento. Di un accordo firmato il 19 luglio scorso (un regalo all’Italia nel giorno del ventesimo anniversario della strage di Via d’Amelio?) di importanza fondamentale per noi italiani, i cui pericolosi e tragici effetti si inizieranno a vedere solo nel nuovo anno, non risulta praticamente nessuna traccia nei servizi di informazione nazionale.
 
Così sono rimasta a bocca aperta quando ho visto questo piccolo video-inchiesta di Roberta Barone, una diciottenne siciliana che frequenta ancora il liceo scientifico e che si è inoltrata in questo campo apparentemente impossibile da capire, come è appunto il Meccanismo Europeo di Stabilità. Non ho resistito e l’ho contattata telefonicamente. Mi ha spiegato di aver sentito parlare per la prima volta del Mes sui social network e di essere rimasta scioccata da un paio di punti del trattato e di aver voluto quindi capirne meglio. Così ha trovato il sito dell’economista Lidia Undiemi, forse la più ferrata sull’argomento, che ha iniziato una battaglia contro la ratifica di questo trattato mesi e mesi fa, molto prima che il Movimento 5 Stelle ne iniziasse a parlare pubblicamente. La battaglia di Lidia, grazie anche all’aiuto del giornalista Claudio Messora, è approdata finalmente in televisione, in uno speciale del TG3Linea Notte condotto da Maurizio Mannoni e poi in altri programmi televisivi come L’Ultima Parola, di Paragone. 
Roberta ha visto tutti questi video, ha capito la gravità della questione e ha deciso di farne uno lei, per spiegare in modo più semplice i punti salienti del trattato. Ha intervistato prima alcuni politici, come Elsa Fornero, Piero Fassino, Antonio Di Pietro e Beppe Grillo. Incredibile come i due “veri” politici risultino davvero ignoranti sull’argomento (anche se, ad onor del vero, Di Pietro lo ammette candidamente suggerendo a Roberta di chiamare l’europarlamentare dell’Idv Rinaldi), di come la Fornero cerchi di girare attorno ai dubbi sollevati dalla ragazza e di come, di nuovo, Grillo risulti essere quello con l’idea più chiara e precisa. Meno male – per chi vuole capire – che il video si conclude con l’intervista della dottoressa Undiemi, chiarendo ogni dubbio.
Vi lascio al video di Roberta, che dura quindici minuti, con una frase presa dal sito della dottoressa Lidia Undiemi, tanto per farvi venire degli incubi stanotte. 
“Il documento, se ratificato, vedrebbe l’istituzione di un’organizzazione finanziaria intergovernativa a cui attribuire la gestione del cosiddetto Fondo salva-stati/MES, che fra immunità di giurisdizione, inviolabilità dei documenti, esenzioni fiscali e possibilità di togliere il diritto al voto ai Paesi che non riescono a rispettare vincoli finanziari, propone di concedere prestiti agli Stati richiedenti, facendogli pagare un interesse “illimitato”. Il tutto previa imposizione, da parte dei membri dell’organizzazione, di non meglio precisate “rigorose condizionalità” che riguardano le decisioni di politica interna.”
Purtroppo il condizionale usato in questo articolo va ormai sostituito con l’indicativo passato. 
di Federica Fabbretti