Sarà il poeta Seamus Heaney, Premio Nobel per la letteratura nel 1995, l’ospite di punta della prima giornata del Festivaletteratura di Mantova, in partenza oggi. Al padre del rinascimento poetico irlandese, voce lirica dell’indipendentismo della propria amatissima terra, nel pomeriggio verrà anche conferita la cittadinanza onoraria. Omaggio gradito al poeta nato a Castledawson il 13 aprile 1939, visto che da oggi sarà concittadino di quel Virgilio per il quale non ha mai nascosto una grande ammirazione. Ma quello di Heaney è soltanto uno dei nomi degli autori che animeranno la sedicesima edizione del festival, caratterizzata dagli spostamenti di sede causati dal sisma del 29 maggio e dalla crisi economica che ha un po’ rallentato le vendite di biglietti e ha costretto la gente a selezionare maggiormente gli eventi.

Oggi c’è attesa anche per Ngugi wa Thiong’o, scrittore kenyota fra i più rappresentativi del proprio continente che, più volte candidato al Nobel, ha vissuto in prima persona le lotte per l’indipendenza del proprio Paese. Già esaurito l’evento che vedrà protagonista Emilio D’Alessandro. A prima vista un Carneade, ma basta scorrerne la biografia per rendersi conto di come mai i biglietti per ascoltarlo siano andati a ruba. Nel 1970 è stato assunto come autista da Stanley Kubrick, regista che non ha bisogno di presentazioni. D’Alessandro è rimasto al fianco del padre di 2001 Odissea nello spazio e Shining per trent’anni, diventandone uomo di fiducia e segretario. E’ lui a fare da interprete nelle lunghe telefonate di Kubrick con Fellini, a rassicurare un terrorizzato Ennio Morricone per le musiche di Barry Lyndon, a spiare Spielberg sul set di Jurassic Park per sincerarsi che seguisse i consigli elargiti proprio da Kubrick. Insomma, di segreti da svelare su uno dei più grandi registi di tutti tempi D’Alessandro ne ha parecchi.

Non c’è più nemmeno un posto anche per Ligabue, che giovedì incontrerà il suo pubblico senza imbracciare una chitarra e approfitterà dell’occasione per presentare il suo ultimo libro, Il rumore dei baci a vuoto. E ancora, sempre giovedì, sold out l’evento che vedrà protagonista Joe R. Lansdale, autore texano considerato uno dei re del thriller contaminato da horror, fantascienza e comicità punteggiata dagli eterni problemi americani come il razzismo, la povertà e la violenza. Altro Nobel presente alla sedicesima edizione della rassegna è la scrittrice afroamericana Toni Morrison, che in tre incontri affronterà vari aspetti della sua vasta produzione letteraria.

Molta curiosità, inoltre, per Nathan Englander, giovane scrittore americano di religione ebraica, che nel suo ultimo libro (Di cosa parliamo quando parliamo di Anna Frank) affronta con ironia il tema dell’olocausto. Ma a fare il sold out al Festival non sono solo i grandi nomi della letteratura. “Quest’anno – spiega Paolo Polettini del comitato organizzatore – stiamo registrando grande interesse per alcuni autori legati a filoni precisi. E mi riferisco, in particolare, a quello della riflessione civile e della legalità. Tanto per intenderci, l’incontro sulla mafia con Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, ha ricevuto così tante richieste da obbligarne il cambio di location in quanto quella scelta inizialmente si è rivelata troppo piccola. Stesso discorso per l’evento che vedrà l’ex magistrato del pool Mani Pulite, Gherardo Colombo, tracciare un bilancio di quell’esperienza a vent’anni dalla nascita”. Insomma, c’è voglia di legalità. Ma non solo di quella. Molto richiesti – e parecchi già esauriti in quanto a biglietti – anche gli incontri con gli economisti, i sociologici e i filosofi. “La gente – prosegue Polettini – sente la crisi, ma vuole anche capirla e cercare soluzioni per stare meglio. Non solo dal punto di vista economico”.